Il 22 marzo si celebra la giornata mondiale dell'Acqua. Moltissimi colleghi della SCI sono impegnati su questa preziosa matrice. A celebrare e rendere più stretto possibile il rapporto dell'acqua con la SCI e con la comunità chimica ho ritenuto opportuno inviare un messaggio, sperando di arrivare al cuore di tutti.
Luigi Campanella
Acqua, cultura, pace: un triangolo molto significativo. Pace vuol dire messa in comune di ricchezze e di risorse: il nostro Pianeta è nato senza barriere, senza confini. Le risorse del pianeta appartengono a tutte le Nazioni. Il pianeta Terra non conosce né le Nazioni, né i confini di proprietà degli Uomini. Esso cela, conserva ed elargisce i beni primari perché i Regni di Natura più evoluti ne possano trarre sostentamento. E´ in questo spirito che l´Umanità deve operare con scambievole collaborazione, utilizzando le materie prime secondo il principio di equità. Fra queste risorse l´acqua è di certo la più necessaria per il nostro corpo: si può sopravvivere alla fame non alla sete. Tutti gli alimenti contengono acqua in percentuale elevata; lo stesso corpo umano contiene grandi quantità d´acqua, la vita stessa dipende dall´acqua tanto che l´interesse per nuovi mondi e nuove terre è condizionato dalla presenza dell´acqua. Questo composto costituito da un atomo di ossigeno e due di idrogeno, caratterizzato da un tipo di legame particolare, nel quale la componente ionica, quella covalente e quella idrogeno coesistono, è in grado di interagire con l´ecosistema rispondendo alle precise esigenze di questo. La sua quantità non sempre coincide con la sua disponibilità, proprio perché l´eccessiva reattività, che deriva dalla struttura risultante dal particolare tipo di legame, ne può condizionare il carattere libero interattivo. La nota esperienza del cristallo di gesso, isolante, che messo a contatto del terreno continua a non condurre l´elettricità, proprio per l´incapacità del terreno di trasferire ad esso l´acqua, ben schematizza la situazione che si può presentare e che giustifica il fatto che non sempre le misure di quantità siano fedeli alle esigenze dei popoli. Lo stesso ruolo che l´acqua esercita per il nostro corpo, la cultura esercita per la nostra anima e la nostra mente che sono alimentate dalla cultura, non intesa in senso formativo e nozionistico ma in senso formativo e stimolante, conoscitivo e sociale. Tradizioni, religioni, arti di un popolo ne rappresentano la ricchezza comune, ma anche quella di ogni singolo cittadino. Queste risorse, acqua e cultura, contribuiscono alla crescita sociale ed economica, alla qualità della vita, alla salute dei popoli ma esse stesse, se distribuite in modo iniquo, diventano strumenti di discriminazione, di dominio e di potere. La pace ne risulta compromessa. A chi vengono tolte acqua e cultura vengono sottratte risorse di vita. Ne risulta un quadro internazionale di paesi troppo ricchi e paesi troppo poveri: allora la globalizzazione che potrebbe in senso positivo essere interpretata come messa a comune di risorse, trasferimento di tecnologie, condivisione di progresso, caduta di barriere diviene invece occasione per discriminare e calpestare culture e tradizioni diverse dalle nostre, e per affermare potenza e dominio. La comunità culturale è certamente più sensibile alle discriminazioni e all´equa ripartizione delle risorse di quanto non lo sia la comunità dell´acqua, intesa come espressione della comunità economica. La pace che da questo viene spesso compromessa può essere salvata da quella: in questo senso con convegni, incontri, appelli impegniamoci affinché la pace prevalga ed affinché risorse tanto preziose come l´acqua o la cultura siano poste a disposizione di tutti.
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