A PROPOSITO DI INSEGNAMENTO DELLA CHIMICA
Interrogazione a risposta in Commissione 5-00487 presentata da
PIERFELICE ZAZZERA
mercoledì 22 ottobre 2008, seduta n.070
ZAZZERA. -
Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
- Per sapere - premesso che:
dal sito della Federazione lavoratori della conoscenza CGIL risulta che recentemente si è svolto un incontro sul riassetto dell'istruzione tecnica e professionale, dal quale sono emerse le intenzioni del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca in merito al riordino degli istituti;
in particolare, per gli istituti tecnici si prevede un orario di 32 ore di lezione settimanali pari a 1056 ore annue così suddivise: biennio 693 generali, più 363 specifiche, triennio 495 generali e 561 specifiche; convertendo quanto sopra in ore settimanali, si ottiene un orario di 32 ore di lezione settimanali così suddivise: biennio 21 ore di lezione settimanali generali più 11 ore di lezione settimanali specifiche, triennio 15 ore di lezione settimanali generali e 17 ore di lezione settimanali specifiche;
all'interrogante risulta che applicando questi nuovi orari, ad esempio agli istituti tecnici commerciali, come anche ad altri istituti, per il biennio l'area comune passerebbe dalle attuali 27 ore settimanali a 21 e l'area di indirizzo da 9 ad 11 ore settimanali;
la conseguenza è che le discipline scientifiche nell'area comune subiranno un taglio drastico, sebbene l'insegnamento di chimica e laboratorio, come disciplina a sé stante, sia fondamentale perché propedeutico allo studio di scienze naturali, biologiche e della chimica merceologica, molto
utile per l'indirizzo in questione;
le considerazioni suesposte sono state ribadite anche dal Presidente del Consiglio nazionale dei chimici e dal Presidente della Società Chimica Iitaliana;
inoltre, sempre applicando i nuovi orari, ad esempio in un istituto tecnico industriale ad indirizzo chimico nel triennio l'area comune rimane invariata mentre nell'area di indirizzo si passa dalle attuali 21 a 17 ore;
l'area di indirizzo comprende tutte le discipline chimiche ed andrebbe potenziata anziché ridotta -:
se quanto esposto nella presente interrogazione corrisponda al vero e, se sì, se il Ministro interrogato non ritenga opportuno modificare i quadri orario predisposti dai tecnici del Ministero dell'istruzione al fine di garantire una preparazione adeguata ai futuri periti chimici, la cui professionalità è fondamentale per l'industria chimica e petrolchimica italiana. (5-00487)
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dalla pagina web
http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/bollet/chiscobollt.asp?content=/_dati/leg16/lavori/bollet/framedin.asp?percboll=/_dati/leg16/lavori/bollet/200811/1125/html/07/
CAMERA DEI DEPUTATI - XVI LEGISLATURA
Resoconto della VII Commissione permanente
(Cultura, scienza e istruzione)
VII Commissione - Resoconto di martedì 25 novembre 2008
INTERROGAZIONI
Martedì 25 novembre 2008. - Presidenza del presidente Valentina
APREA. -
Interviene il sottosegretario di Stato per i beni e le attività
culturali,
Francesco Maria Giro.
(...)
5-00487 Zazzera: Riassetto degli orari di lezione, in particolare
negli istituti tecnici industriali ad indirizzo chimico.
Il sottosegretario Francesco Maria GIRO risponde all'interrogazione
In titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).
Pierfelice ZAZZERA (IdV), replicando, si dichiara insoddisfatto della
risposta ricevuta, in quanto il problema sollevato dall'interrogazione
resta aperto, in quanto sussiste una riduzione complessiva dell'orario
degli istituti tecnici industriali ad indirizzo chimico. Rileva altresì
che ciò comporta «una mortificazione» della materia della chimica,
che è fondamentale per lo sviluppo dell'economia moderna nelle sue varie
applicazioni.
(...)
ALLEGATO 2
5-00487 Zazzera: Riassetto degli orari di lezione, in particolare
negli istituti tecnici industriali ad indirizzo chimico.
TESTO DELLA RISPOSTA
La specifica questione che riguarda l'istruzione tecnica e
professionale è stata costantemente al centro del dibattito che si è sviluppato
nell'ambito della riforma complessiva che interessa da diversi anni
la riforma del nostro sistema scolastico.
Una risposta è stata data dalla legge n. 40 del 2007 che all'articolo 13
ha previsto misure di riassetto dell'istruzione tecnica e professionale
quali la riduzione del numero degli attuali indirizzi e il loro
ammodernamento, la previsione di un monte ore annuale di lezione
sostenibile per gli allievi nei limiti del monte ore complessivo
annuale già previsto per i licei economico e tecnologico dal decreto
legislativo17 ottobre 2005, n. 226, e del monte ore complessivo annuale da
definire ai sensi dell'articolo 1, comma 605, della legge 27 dicembre 2006, n.
296.
La stessa norma prevede l'avvio del processo di innovazione dall'anno
scolastico 2009-2010.
Successivamente, l'articolo 64 del decreto legge n. 112 del 2008,
convertito dalla legge n. 133 del 2008, ha individuato un quadro
organico di interventi e misure strettamente correlati ed interdipendenti
secondo una logica unitaria. In particolare, la norma prevede che si provveda
a dare attuazione a tali interventi, con appositi regolamenti relativi,
tra l'altro, alla razionalizzazione delle classi di concorso, alla
ridefinizione dei curricoli vigenti nei diversi ordini di scuola, ivi
compresi piani di studio e quadri orario, con particolare riferimento
agli istituti tecnici e professionali.
Come precisato nella relazione presentata dal Governo alla Commissione
Cultura ove è all'esame il suddetto piano programmatico di interventi, lo
schema di regolamento, riguardante il riordino degli istituti tecnici
disciplinerà solo aspetti essenziali dell'istruzione tecnica quali:
il nuovo profilo educativo, culturale e professionale degli istituti
tecnici, atto a formare giovani alle professioni tecniche con
competenze, abilità e conoscenze, secondo il quadro europeo dei titoli e delle
qualifiche, anche per favorirne la spendibilità in ambito europeo;
l'impianto dei singoli indirizzi e i relativi quadri orario;
la confluenza tra gli attuali e i nuovi ordinamenti.
Tutti gli altri aspetti saranno disciplinati con successivi
Provvedimenti non aventi carattere regolamentare in modo più flessibile nell'ottica
Di coinvolgimento diretto delle scuole, delle parti sociali, dei collegi e
degli ordini professionali.
Il numero di ore annuali previsto per questi istituti è di 1056,
corrispondente a 32 ore settimanali ed è articolato in un'area di
istruzione generale comune e un'area di indirizzo.
Lo schema di regolamento - da emanare secondo le procedure previste
dall'articolo 17, comma 2, della legge n. 400 del 1998 - è allo stato
attuale in fase di istruttoria preliminare.
I profili ed i quadri orario saranno allegati ai regolamenti dei
Quali faranno parte integrante.
Qualsiasi valutazione in merito a quanto richiesto dall'onorevole
interrogante potrà essere espressa solo dopo la conclusione del
procedimento suddetto, che prevede l'assunzione dei pareri delle
competenti assemblee parlamentari.
Infine si fa presente che il documento, al quale fa riferimento
l'onorevole interrogante, elaborato dalla Commissione tecnico
scientifica
- istituita nella precedente legislatura e confermata nell'attuale -
proposto per l'esame e la discussione, ai sindacati, alle parti
datoriali ed agli organi e ai collegi professionali nelle audizioni svoltesi
presso il Ministero nel settembre 2008; è un documento di base che non
contiene né piani di studio né quadri orario