Con questo forum (che resterà aperto per 60giorni) chiediamo a tutti gli iscritti della Società Chimica Italiana di prendere parola sulla legge 133/08 che influenzerà pesantemente la vita dei nostri atenei.
Molti sono i punti critici di questa legge che non è una riforma del sistema universitario nel suo complesso, ma che interviene con una significativa riduzione di finanziamento (la legge prevede una riduzione di circa il 20% del Fondo di Finanziamento Ordinario). Questo peggiora una situazione di forte sottofinanziamento del sistema universitario: gli investimenti per l’Università in Italia sono al di sotto della media dei paesi OCSE 0,9% del Pil rispetto all’1,5% della media. Il provvedimento inoltre prevede che i tagli vengano effettuati senza alcuna distinzione fra gli atenei che hanno utilizzato bene la propria autonomia finanziaria e atenei che, eccedendo nell’assunzione di personale, non hanno rispettato il patto di stabilità. Questa riduzione generalizzata è frutto di quella cultura, di cui l’Università italiana non si può certo dire estranea, poco incline alla valorizzazione del merito.
Con la volontà di risparmiare ulteriori risorse verrà ridotto il turn over del personale (1 assunzione ogni 5 pensionamenti), ciò rappresenta una grave limitazione per tutti quegli atenei che in questi anni hanno fatto una giusta programmazione, oltre a colpire drammaticamente tutti i giovani che oggi collaborano a vario titolo con i docenti.
Facciamo nostra la posizione del rettore del Politecnico di Milano che sostiene come la denuncia della grave situazione venutasi a creare avrà maggiore forza se sarà accompagnata da una critica severa verso i malfunzionamenti del sistema accademico, che oggi rappresentano la principale argomentazione di chi sostiene il provvedimento appena varato.
Questi malfunzionamenti riguardano la scarsa trasparenza nelle procedure di selezione del personale, la tendenza alla proliferazione dei corsi di laurea e delle sedi universitarie spesso generata più dal bisogno di creare nuove cattedre che non da una reale esigenza didattica e dei territori.
Nelle nostre università e nei nostri centri di ricerca sono completamente assenti criteri oggettivi di valutazione della produzione scientifica. Tutto ciò crea un clima di mancanza di fiducia verso il sistema universitario che indebolisce la nostra posizione nell’opporsi ai provvedimenti del Ministro Gelmini. Solo generando un nuovo clima di fiducia verso il mondo accademico e della ricerca riusciremo a fare in modo che le nostre posizioni siano più incisive nei confronti del legislatore.
Su questi e su tutti i temi inerenti ci piacerebbe conoscere le posizione, le idee e le esperienze quotidiane dei soci della Società Chimica Italiana, così da riuscire, alla chiusura di questo forum, a costruire una posizione unica e condivisa della nostra società.
Nella consapevolezza che sia l’attività dei giovani a mantenere viva e vivace l’attività scientifica delle nostre università a loro chiediamo uno sforzo supplementare nel prendere parola, per rendere ancora più evidente la loro importanza all’interno del sistema accademico.
Al personale strutturato, ai docenti e ai ricercatori, chiediamo di rivolgere lo sguardo verso il futuro, prendendo parola nel delineare quali potrebbero essere i provvedimenti legislativi che potrebbero rendere il nostro sistema universitario ancora più virtuoso (l’università italiana gode di eccellenze che non devono essere dimenticate e svalutate) e di immaginarsi come si trasformerebbero le nostre accademie se l’ingresso di personale giovane subisse un ulteriore contrazione.

accedi o registrati per inviare commenti | versione per la stampa