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GIOCHI DELLA CHIMICA - EDIZIONE 2005

GIOCHI e OLIMPIADI 2005
Risultati E Considerazioni

Hanno meritato una medaglia di bronzo ciascuno gli studenti:

* Mattia Elio dell’ ITIS Panetti di Bari;
* Del Ben Mauro dell’ITI Kennedy di Pordenone.

Invece, ha meritato un diploma di onore:

* Pavan Michele dell’ITI Fermi di Treviso.

Un diploma di partecipazione è stato assegnato al quarto partecipante:

* Stringari Gianni dell’ ITI Buonarroti di Trento.

CONSIDERAZIONI

Giochi e Olimpiadi della Chimica Edizione 2005
Giochi della chimica 2005

I Giochi della Chimica dell’edizione 2005, iniziati il 27 maggio con le selezioni regionali, si sono conclusi a Frascati, il 28 giugno 2005, presso l’accogliente Centro Giovanni XXIII. Vi hanno partecipato 81 studenti e 30 docenti accompagnatori, oltre al comitato organizzatore coordinato dal prof. Mario Anastasia e comprendente quest’anno, oltre al prof Pietro Allevi, anche lo studente Raffaele Colombo, medaglia d’argento alle Olimpidi 2004 di Kiel e primo tra 240 partecipanti di 60 nazioni nella prova pratica Olimpica (con 10 punti, su 80, di distacco dal secondo).
Raffaele Colombo è stato cooptato nel comitato scientifico, non solo per la sua abilità a scovare gli errori di stampa e ad altre piccole inesattezze, ma anche per dare un giudizio, quasi ancora dalla parte degli allievi, sulla difficoltà dei test, permettendo l’eliminazione all’origine di quelli troppo difficili o troppo facili.
L’idea è stata buona, infatti, già dalla formulazione dei quesiti regionali, il comitato scientifico ha avuto un buon aiuto nel gravoso compito di formulare i quesiti e nella scelta di quelli più aderenti ai programmi ministeriali. Il comitato non può infatti non segnalare che la collaborazione da parte dei docenti delle varie regioni si è andata notevolmente rarefacendo negli anni, sino a scomparire.

Resta costante solo il contributo di uno sparuto numero di veterani, per tutti valgano i nomi dei Proff. Goffredo Enriquez e Silvio Gori, sempre disponibili e puntuali nel dare una mano.

La prova di Frascati è l’ultima di tre prove nazionali che portano alla selezione delle medaglie di oro, argento e bronzo.
Le selezioni si svolgono, come tradizione, valutando le soluzioni di 60 quesiti a risposta suggerita da risolvere in 2 ore e mezza.
I partecipanti sono divisi in tre classi: A, B e C, che corrispondono rispettivamente ai trienni non chimici (A), al trienni non chimici e ai licei (B) e al triennio per chimici (C).
Le categorie A e B hanno quaranta quesiti in comune, mentre le classi B e C hanno 20 quesiti in comune.

I quesiti sono scelti, per difficoltà e per contenuti, tenendo presenti le tre categorie. Essi propongono perciò argomenti di crescente difficoltà.
I quesiti della classe C sono formulati in particolare in modo da coprire tutti gli argomenti di categoria 1 e 2 ovvero previsti dai programmi delle scuole medie superiori e indicati con i numeri 1 e 2 in quello di base delle Olimpiadi della Chimica, ormai noto a tutti i partecipanti.
I partecipanti alla prova finale sono stati selezionati a partire da più di 20.000 studenti delle scuole medie superiori, così suddivisi: 5.000 del biennio ITIS, 6.000 del liceo sperimentale e del triennio ITIS per chimici, 10.000 del triennio non chimico e delle altre scuole con ridotto insegnamento della chimica.
Le selezioni si sono svolte in varie fasi. Una prima selezione viene effettuata a livello dei singoli Istituti ed è effettuata dagli insegnanti di chimica che propongono autonomamente quesiti inerenti al programma svolto e scelgono tutti quelli che dovranno partecipare ad una seconda selezione regionale.

La selezione regionale è organizzata in modo in modo omogeneo a livello nazionale, così che tutti debbano superare la stessa prova sottoposta dal comitato scientifico presieduto dal coordinatore nazionale.
Questi attiva per tempo i responsabili nazionali, segnalati dai presidenti di sezione della Società Chimica Italiana, e fa pervenire una settimana prima i fascicoli con i testi di 60 quesiti a risposta multipla per le tre classi A, B e C.

I quesiti restano segreti sino al giorno della prova che si svolge con inizio alla stessa ora in tutta Italia.
I responsabili regionali usano solitamente aule universitarie e requisiscono interi settori didattici, perciò la prova si svolge di regola al sabato (quest’anno si è svolta il 27 maggio). E’ d’obbligo il sabato successivo, procedere localmente alla premiazione dei tre vincitori per le tre categorie: A, B e C.
Si svolgono così 20 cerimonie per le regioni partecipanti, in cui i primi classificati sono premiati con premi che anche se non sono simbolici non devono assumere significato venale.
La correzione dei quesiti avviene in modo automatico, utilizzando un programma fornito dall’organizzazione (a suo tempo formulato e donato dal Prof. Luciano Casaccia, dell’ITIS Sobrero di Casale).
Il programma permette la correzione, previa introduzione di un parola chiave che il Prof. M. Anastasia invia non appena terminata la prova regionale. Ciascuna regione è così in grado di ottenere una graduatoria in modo immediato e veloce.
Fondendo i risultati di ciascuna regione il comitato organizzatore ottiene poi una classifica nazionale in modo automatico e immediato e confronta le varie regioni, permettendo di valutare l’andamento di esse e dei migliori punteggi ottenuti nell’annata.
Per fare ciò è necessario che un dischetto con i risultati venga inviato al responsabile nazionale che ne sintetizza il risultato globale per una valutazione generale della prova, la pubblicazione su “La Chimica nella Scuola”, sul sito web della SCI, sezione didattica, sul sito del MIUR e sul sito del Dipartimento di Chimica, Biochimica e Biotecnologie per la medicina dell’Università di Milano, diretto dal Prof. Anastasia.

Ciò è stato fatto o è in corso di attuazione visti gli impegni accavallatisi negli ultimi giorni.

Dopo la selezione regionale del si passa alla selezione nazionale di Frascati che quest’anno si è svolta dal 26 al 28 maggio.
La prova che impegna per tre giorni i partecipanti si svolge presso il Centro Giovanni XXIII che accoglie gli studenti rappresentanti delle regioni italiane, ospitandoli in camere dove vengono opportunamente abbinati in modo da favorire la familiarizzazione tra studenti di diverse regioni.
Ciascuna regione può inviare almeno tre studenti, uno per ciascuna classe, ma in base ai risultati conseguiti nell’anno precedente, può inviarne anche uno o due altri, sulla base di una regola matematica applicata dal coordinatore nazionale.
Qualche partecipante in più è anche accettato su segnalazione di qualche responsabile regionale che garantisce della sua validità.

A Frascati, gli studenti, accompagnati da un docente che segue tutte le operazioni d’esame e di correzione, devono sottoporsi ad una prima prova che individua i primi tre classificati di ciascuna categoria (A, B e C).
Questi vengono premiati con un diploma di medaglia d’oro d’argento e di bronzo, per ciascuna categoria e un delfino d’oro della Pomellato donato dall’organizzazione (indipendentemente dalla classificazione).
A tutti i partecipanti viene consegnato un diploma di partecipazione e un ricordo che alcuni sponsor, quali la Società farmaceutica Bracco, la Perkin Elmer ed altri mettono a disposizione.

Prima della correzione dei quesiti, la commissione giudicatrice, formata da tutti i professori accompagnatori presenti a Frascati, esamina i quesiti e valuta la loro ammissibilità alla valutazione.
In pratica si valutano i quesiti uno per uno decidendo se sono ambigui o se sono troppo difficili o fuori dalla portata dei partecipanti. Così i quesiti che alla fine permettono la selezione diventano opera di tutti i docenti.
Coloro che dopo si lamentano perchè qualche test a loro non gradito, non possono più farlo in quanto votato e passato a maggioranza, a volte con il voto di chi si lamenta.
Questo momento della prova è di estrema importanza in quanto permette ai docenti di confrontarsi, quasi in un corso condensato di aggiornamento, dove si discutono le novità e i concetti che spesso sono fraintesi dai testi delle scuole medie secondarie e che il comitato scientifico introduce nei quesiti, proprio per provocare la discussione e quindi la divulgazione. Dopo l’ammissione dei quesiti non dovrebbero esserci contestazioni, proprio come alle Olimpiadi, dove chi contesta dopo l’approvazione dei testi d’esame viene squalificato. Tutto serve a stimolare uno studio più approfondito della Chimica. L’unico inconveniente è che i docenti partecipanti sono sempre i più preparati e motivati delle varie scuole e il loro impegno non viene valutato. Quest’anno nella discussione sono stati presi di mira due quesiti semplici riguardanti le unità di misura, volti a chiarire due dati molto semplici, ma ancora ignorati: la scritta t = 25 C indica una temperatura di 25 gradi celsius e non va letta gradi centigradi e inoltre i simboli delle unità di misura sono scritti tutti in minuscolo tranne quando si riferiscono a persone o al litro, che per questioni di grafia permette anche la L maiuscola al posto della l minuscola che si confonde con il numero uno (e. 19 kJ, e non kj o KJ!). Invece se Joule si scrivesse con parola intera va scritto con lettera minuscola (es.dieci joule), essendo Joule il cognome del signor Joule!
Ma le discussioni non si fermano solo a queste che alcuni ritengono, ma non sono, finezze, ha riguardato la stereochimica e alcuni concetti scabrosi di termodinamica!
Tra i quesiti sono stati riproposti ancora alcuni sulle unità di misura di massa molecolare [kg o u o (tollerato)Da], sulla massa molecolare relativa o peso molecolare (che non hanno unità di misura essendo grandezze relative, quindi nè kg nè u nè Da! Sulla Massa molare (g mol-1), etc.

Maggior attenzione si dovrebbe fare anche a livello Universitario!
Molte scuole medie superiori si stanno infatti adeguando! Talvolta prima di vecchi testi universitari o degli autori dei test di selezione per l’ammissione all’Università che propongono di tutto agli studenti partecipanti (n.d.a.)!

Dalle graduatorie allegate, nell’anno 2005 sono risultati vincitori:

* per la classe C, Elio Mattia, medaglia d’oro; Michele Pavan, medaglia d’argento e Mauro del Ben, medaglia di bronzo vedi per punteggi, scuola e docente preparatore, la classifica nei siti web);
* per la classe B, Federico Galletti, medaglia d’oro; Pasquale Scarlino, medaglia di bronzo e Lorenzo Lugani, medaglia di bronzo (vedi per punteggi, scuola e docente preparatore, la classifica sul sito);
* per la classe A, Francesco Segreto, medaglia d’oro; Francesco Ferri, medaglia d’oro a pari merito); Vincenzo Spalluto, medaglia di bronzo; Giancarlo Nicolò, medaglia di bronzo a pari merito).

Come si vede, per la classe A si sono verificati, in testa alla classifica due pari merito. La commissione giudicatrice aveva prima della correzione deciso che nel caso di pari merito si sarebbe visto il punteggio regionale per scegliere il primus inter pares. Poi si è deciso di dare due medaglie d’oro e due di bronzo.
La cerimonia della premiazione si è svolta la sera del 27 maggio alle ore 21.
Come sempre la cerimonia è stata emozionante, sia perchè i ragazzi non conoscono i risultati. A pena di squalifica i Professori non possono comunicare agli allievi il risultato, sia perchè alla cerimonia partecipano sempre anche professori e presidi che avendo amore per la chimica vengono a Frascati per l’occasione.
La cerimonia si è aperta con la lettura di una bella lettera che la dottoressa Davoli, Funzionario del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, impossibilitata a partecipare alla premiazione aveva inviato in quanto impossibilitata a essere presente.

Poi la cerimonia è proseguita con una nota triste: il Prof. Anastasia ha dovuto dare comunicazione della scomparsa della Professoressa Eugenia Paradiso, responsabile dei giochi della Chimica per la regione Puglia, mancata tragicamente in seguito ad un incidente stradale.
Il Prof. Anastasia ha ricordato le qualità scientifiche, didattiche e umane della Professoressa e quindi ha chiesto all’assemblea di osservare un minuto di silenzio.
Poi si è passati a premiare alcune persone che hanno contribuito allo svolgimento dei giochi negli ultimi anni.
E’ stato assegnato un delfino d’oro con una menzione di merito alla Signora Giuseppina Gritti, del Dipartimento di Chimica e Biochimica Medica, per il contributo silenzioso ma efficiente e puntuale all’organizzazione dei giochi e delle Olimpiadi.
La Signora Gritti ha dovuto dimettersi per questioni familiari. Un delfino d’oro è stato assegnato anche alla Signora Susanna Ferrari, della Casa Editrice Piccin di Padova, per la sua lunga collaborazione nella stampa e distribuzione dei questionari.
Una bella pergamena della SCI è stata anche assegnata dal comitato organizzatore alla Editrice Piccin di Padova per l’interesse che tale Editrice ha dimostrato negli anni per i buoni libri di Chimica, dando alle stampe libri di valore che hanno facilitato il compito agli insegnanti e agli studenti.

Un caldo ringraziamento è stato rivolto anche alla “Società Elettronica Libertini” che da vari anni oltre ad offrire una bilancia all’Istituto dello studente primo classificato della classe C, fornisce una autobus navetta per accompagnare studenti e Docenti dalla stazione ferroviaria al Centro Giovanni XXIII e viceversa.
A tutti i partecipanti è stata offerta una cartelletta offerta dalla Casa Farmaceutica Bracco che ha offerto una borsa anche ai Docenti presenti.

Terminata la premiazione, si è passati alla convocazione dei candidati per la prova extra per la selezione olimpica, o meglio per gli allenamenti per la selezione olimpica.
Tenuto conto dei risultati sono stati ammessi i primi 15 allievi della classe C (Mattia Elio; Pavan Michele; Del Ben Mauro; Stringari Gianni; Fulginiti Daniele; Catania Carmine; Basagni Andrea; Lepri Susan; Gissi Andrea; Spalluto Giorgio; Granelli Matteo; Leonzio Marco; Assumma Luca; Brunelli Tommaso; Picciau Maurizio; Iannucci Onorio; D’amario Luca) e i primi 9 della classe B (Galletti Federico; Scarlino Pasquale; Lugani Lorenzo; Varriale Vincenzo; Fanciullo Cristiana; Politano Andrea; Borghi Giovanni; Pozzetti Maria Beatrice; Ferraro Simone).

I 24 studenti selezionati hanno sostenuto la prova alle ore 9 di sabato 28 maggio.
La prova, di due ore e trenta, questa volta era a domande a risposta aperta.
Si trattava di 18 domande diverse, compresi due spettri di risonanza magnetica del protone.
Tali quesiti servono a selezionare otto allievi da inviare a Pavia per un allenamento di una settimana dopo del quale si selezionano 4 candidati per un secondo allenamento e per le Olimpiadi di Taipei (Taiwan).

La correzione dei compiti, spesso al di sopra delle possibilità dei più, unitamente ad altre considerazioni sulla prontezza di spirito e sulla maturità emersa da colloqui diretti con gli interessati e alle informazioni avute circa la motivazione dei diversi candidati ha portato i Proff. Anastasia e Allevi a selezionare otto candidati per gli allenamenti di Pavia.

Il gruppo dei selezionati era composto da:

* Mattia Elio, ITIS Panetti, Bari;
* Pavan Michele, ITI Fermi, Treviso;
* Del Ben Mauro ITI Kennedy, Pordenone;
* Stringari Gianni, ITI Buonarroti, Trento
* Catania Carmine, ITIS Majorana, Milazzo
* Basagni Andrea, ITIS G. Galilei, Arezzo
* Spalluto Giorgio ITIS E. Dell’erba, Castellana Grotte, Bari
* Brunelli Tommaso, ITI Buonarroti, Trento.

Come si vede dalla classifica nazionale, si tratta dei primi 3 classificati della classe C del V anno, di 4 studenti della classe C del IV anno, e di Elio Mattia proveniente dalla classe B ed oggi autodidatta in quanto fa il V anno dell’indirizzo informatico.

Come si vede dai risultati regionali e nazionali dei candidati scelti nonchè dalle prove a risposta aperta, purtroppo non si è avuta una vasta gamma di campioni tra cui scegliere.
I quattro di quinta rappresentavano una sovrabbondanza rispetto alle esigenze, gli altri di quinta seppure bravi nelle domande a risposta suggerita hanno reso poco in quelle a risposta aperta.
Così si è pensato al futuro e almeno metà selezionati sono stati scelti per predisporre per l’anno prossimo alcuni studenti motivati che durante l’anno studino per raggiungere un livello accettabile per la competizione internazionale.
Allenare altri di quinta che già partivano da un livello non adeguato è sembrato inutile e dannoso, considerando che i ragazzi hanno comunque da superare l’esame di diploma. Sta di fatto che la scuola per periti chimici che una volta era un esempio per tutti e forniva giovani per l’industria, vede ridursi sempre più le vocazioni in quanto i giovani preferiscono indirizzarsi allo studio dell’informatica, così che in tutti gli istituti tecnici le sezioni di chimica si riducono a favore di quelle di informatica.
Invece i giovani dovrebbero essere consigliati a studiare chimica in quanto l’informatica può essere anche di ausilio alla chimica e certamente un chimico con buone basi o con una forte passione per l’informatica certamente sfonda nel suo campo.
Almeno per il sottoscritto l’informatica sta alla chimica come l’inglese o il russo o un’altra qualsiasi lingua che il chimico impara da sè meglio che a scuola.
Del resto l’Italia deve superare la crisi nel campo chimico se vuole restare tra le nazioni progredite.

2. Olimpiadi della chimica 2005 Taipei Taiwan

Le olimpiadi della chimica si sono svolte a Taipei (Taiwan) e si sono concluse il 25 luglio 2005 con la conquista da parte dell’Italia di due medaglie di bronzo e un diploma d’onore.
Questo premio viene dato a coloro che hanno svolto in modo completo almeno un esercizio.

Hanno meritato una medaglia di bronzo ciascuno gli studenti:

* Mattia Elio dell’ ITIS Panetti di Bari;
* Del Ben Mauro dell’ITI Kennedy di Pordenone.

Invece, ha meritato un diploma di onore:

* Pavan Michele dell’ITI Fermi di Treviso.

Un diploma di partecipazione è stato assegnato al quarto partecipante:

* Stringari Gianni dell’ ITI Buonarroti di Trento.

Il viaggio per raggiungere Taipei è durato 15 ore e trenta minuti, avendo dovuto effettuare una sosta a Bankgok di circa due ore.
Il viaggio è stato confortevole almeno nella prima parte in quanto l’aereo non era pieno e i nostri si sono potuti a turno distendere su due o tre sedili.
Giunti a Taipei, una delegazione degli organizzatori ha accolto il team italiano con cartelli e applausi. C’era però anche un’afa degna del clima di scirocco nel sud Italia.
Dopo poco, con un autobus dotato di aria condizionata, la delegazione italiana, accompagnata da quella tailandese, giunta contemporaneamente, si è diretta successivamente in due alberghi, uno di essi ha accolto i due mentor, l’altro i quattro studenti.
Questi ultimi, come tradizione, sono stati affidati ad una guida bilingue che li ha accompagnati per tutto il periodo delle olimpiadi.
La guida era proprio carina e simpatica e ha accudito in allegria i nostri studenti che alla fine le hanno fatto dono della bandierina italiana e del delfino che faceva da mascotte da quando avevamo conquistato la medaglia d’oro di Melbourne.
Toccherà al sottoscritto sostituire delfino e bandiera sperando che continuino a portare fortuna.
Quest’anno, per la prima volta, i nostri concorrenti hanno ricevuto e indossato una divisa nazionale. Hanno indossato una camicia bianca a righe azzurre con maniche corte, pantaloni blu e cravatta a righe uguali anche se a sfondo leggermente diverso (vista la difficoltà per gli italiani di produrre più di due cravatte belle uguali).
La foto allegata mostra che la divisa era bella e ci ha fatto ben figurare.

Purtroppo il soggiorno è stato disturbato da lunghe piogge e dalla paura dell’arrivo di un forte tifone che la stampa locale dava per certo.
Per questi motivi gli studenti e i mentor hanno dovuto rinunciare ad una delle escursioni che sarebbero potute essere rese pericolose dall’arrivo del tifone. A tutti è stato consigliato per iscritto di restare negli spazi dell’albergo. Poi però il tifone si è allontanato.

Le prove che gli studenti hanno dovuto sostenere sono state, come tradizione, due.
Una prova pratica consistente in due esercizi distinti, il primo dei quali richiedeva la sintesi della fenilglicina racemica e la separazione dei suoi enantiomeri per salificazione con acido canfosolfonico.
Il secondo era un esercizio di chimica analitica in cui bisognava riconoscere 11 campioni diversi o ripetuti di varie sostanze anche mediante l’uso di un voltametro rudimentale costituito da due pile e da due elettrodi, uno d’oro e uno di platino.

Le prove teoriche erano costituite da 8 esercizi diversi che coricavano argomenti di organica di classe terza, ovvero non previsti nelle scuole secondarie, ed argomenti di chimica fisica, analitica e generale.
Alcuni di essi erano stati previsti nelle esercitazioni Pavia, vedi l’uso degli eteri corona in analitica, vari argomenti di stereochimica, il calcolo dell’eccesso enantiomerico e le strutture di risonanza di vari composti.
Molti altri argomenti, che i nostri avevano studiato a Pavia, che pure erano stati inizialmente inclusi nell’edizione degli esercizi proposti dagli organizzatori, sono stati esclusi nella discussione preliminare dei testi che l’assemblea dei mentor, effettua per ore e ore prima dei passare la notte a tradurre i testi definitivi nelle diverse lingue.
Così sono scomparsi gli azuleni e varie nozioni più complesse di stereochimica che i nostri, allertati dal sottoscritto, avrebbero potuto conoscere.
Purtroppo, nella discussione preliminare di accettazione dei testi, i mentor partecipanti di madre lingua, che non devono tradurre i testi in inglese, sono riusciti a far stravolgere i testi eliminando molte di tali domande che probabilmente i loro studenti non si attendevano.
In verità anche noi Italiani, io e il mio Collega Pietro Allevi, eravamo contenti dei testi finali delle prove, convinti che molte nozioni di chimica di base, ovvero di quelle insegnate nella scuola media superiore, fossero note ai nostri candidati, ad esempio le formula dei sali che la fenolftaleina forma in soluzione a pH >9, o le strutture di Lewis dell’ozono e del CO, con il numero di ossidazione e la carica formale del carbonio e dell’ossigeno nella molecola. La denominazione R o S dei centri stereogenici etc..
Purtroppo però l’evidenza delle prove ha mostrato che spesso le conoscenze di base vacillano, vuoi per l’emozione vuoi per uno studio precedente alquanto superficiale o forse peggio non fatto, in una scuola media superiore che appare in decadenza precipitosa. Anche se dietro i ragazzi che noi selezioniamo ci sono sempre docenti motivati e bravissimi.

Cosa succederebbe se noi portassimo i ragazzi dei licei? Come previsto del resto dalle regole delle Olimpiadi?
Allora forse ha ragione il mio amico Antonio Renuncio, mentor della Spagna (che si trova nelle nostre condizioni se non in altre peggiori), quando asserisce che il più utile insegnamento che le nostre nazioni possono trarre dalle Olimpiadi è che qualcosa nelle scuole secondarie deve essere cambiato.
Prima di tutto si deve capire che è essenziale una maggiore valorizzazione della chimica nei vari piani di studio dei nostri licei e istituti tecnici, con un maggior numero di ore e una coerenza di programmi. In contemporanea è necessaria Una maggiore gratificazione, anche economica, degli sforzi del corpo insegnante, al quale si può così chiedere un maggiore impegno nello svolgimento dei programmi.

E’ pur vero però che in altre nazioni sicuramente gli studenti vengono allenati al di là delle regole, ovvero per più di dieci giorni, come avviene regolarmente in Italia.
Noi forse dobbiamo migliorare l’efficacia dell’insegnamento di Pavia. Come fare sarà uno dei miei compiti estivi.

Anche nell’insegnamento di Pavia c’è qualcosa che va certamente modificato per adeguarsi alle difficoltà crescenti dei programmi olimpionici, certamente molto più difficili di quelli di alcuni anni fa. Forse, bisogna individuare molto prima della ricezione degli esercizi preparatori (gli esercizi esemplificativi che la nazione organizzatrice è obbligata ad inviare per gennaio alle nazioni partecipanti, per segnalare gli argomenti di classe 3 che possono comparire nelle prove d’esame) i possibili argomenti delle prove, studiando la letteratura scientifica prodotta dalla nazione ospitante.
Si potrà così programmare una didattica più mirata che comunque non s deve basare solo sulle conoscenze del docente, certamente sovradimensionate, quanto piuttosto sulla sua buona volontà e organizzare il lavoro. Occorre poi comunque un’accurata analisi degli esercizi preparatori per restringere il campo, e infine bisogna fornire ai candidati sunti ridotti e concentrati sugli argomenti che si discutono, non pacchi enormi non selezionati di letteratura in inglese, difficile anche per iniziati.
In questo senso devo registrare che le docenti donne sono molto più ben disposte e organizzate. Invece i docenti maschi, specie quelli ormai veterani, a volte si limitano a raccontare quello che piace loro o, al meglio, diluiscono troppo con le loro conoscenze gli argomenti di reale interesse per le Olimpiadi.

Avviene così che il comitato scientifico e il sottoscritto, sotto Olimpiadi sono costretti a surrogare più di un argomento preparando sunti in italiano di argomenti che appaiono importanti per la prova. Per fortuna tali argomenti restano in archivio e possono servire per gli anni successivi.
Si evidenzia però la necessità di avere una maggiore collaborazione nazionale. C’è qualcuno disponibile per il futuro a dare una mano?
Colgo l’occasione per segnalare ai docenti interessati alla preparazione dei possibili olimpionici che è intenzione del comitato scientifico rendere disponibili gli scritti su alcuni argomenti ormai di base per le olimpiadi a tutti coloro che me ne facciano richiesta.
Con settembre si intende comunque stabilire alcuni contatto più diretti con le varie regioni. La paura di tornare dalle Olimpiadi a mani vuote cresce ogni anno, anche se alla fine gli sforzi vengono premiati e da Italiani, capaci di combattere anche con le mani, torniamo con qualche medaglia.

Anche ai miei Colleghi Chimici universitari lancio un appello per una maggiore collaborazione.
Se è vero che le vocazioni per la chimica si allineano sempre più per carenza a quelle sacerdotali, è pur vero che sono pochi i docenti di chimica che dedicano un po’ del loro tempo anche al miglioramento dell’immagine della chimica.
E i giochi e le olimpiadi della chimica sono un ottimo strumento di pubblicità. Cosa si può fare? Intanto cominciare a pensare che si può fare ricerca anche dedicando alla comunità chimica un po’ del proprio tempo. Certo è un sacrificio, ma bisogna farlo se si ama la chimica.

Una proposta semplice: non è possibile che i dottorandi delle varie scuole di dottorato o dei vari dottorati si documentino di anno in anno sulle ricerche dei chimici della nazione organizzatrice delle olimpiadi, magari limitandosi, nel caso di Nazioni troppo prolifiche, ai chimici del comitato organizzatore, e scrivano dei report su di esse in Italiano da dare ai ragazzi selezionati per le Olimpiadi.
Immaginando di essere loro gli organizzatori dei testi di esame?
E’ infatti molto probabile che le prove d’esame riguardino ricerche della nazione organizzatrice.
Ci sarebbe il doppio vantaggio, per i dottorandi di estendere le loro conoscenze oltre la chimica del docente guida, mentre i candidati selezionati per le Olimpiadi potrebbero avvantaggiarsi di un lavoro che in poco tempo e da soli non potrebbero comunque fare. L’anno prossimo si compete in Corea.
Qui la chimica è ben praticata, non si può studiare un po’ per uno la chimica dei colleghi coreani e pensare di prevedere qualche argomento?

Si può dare un aiuto ai docenti delle lezioni a Pavia. Questi a loro volta, spesso sono ricercatori o postdoc, non potrebbero vedersi riconosciuto, nei concorsi per la loro progressione di carriera un merito per l’insegnamento fatto per allenare i selezionati per Pavia.
Altrimenti la passione scema nel tempo. E il sottoscritto deve sempre cercarne di nuovi!

Cosa ne pensano i miei giovani e vecchi colleghi?
Fatemi sapere qualcosa! Io ho in mente di parlare con il ministro per far avere qualche riconoscimento anche ai docenti che si dedicano senza alcuna ricaduta, se non la personale soddisfazione, all’incentivazione e all’istruzione degli allievi.
Per questo conto sulla collaborazione delle Dottoresse Davoli e Deviato che con cordiale collaborazione e grande efficienza mi aiutano a portare a termine il gravoso compito di continuare a ben figurare alle Olimpiadi.
A proposito, tra le cose che richiedono una seria, consapevole e generosa sostituzione c’è anche quella di ringiovanire il responsabile dell’organizzazione nazionale.
C’è solo da trovare un giovane motivato e serio, bisogna pensarci per tempo! Qualcuno disposto al sacrificio ci pensi! Intanto vi saluto.
Buone vacanze a tutti!

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