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I PRIMI TRE ANNI DEL PIANO ISS

I primi tre anni del piano ISS

Rosarina Carpignano
Membro del Comitato scientifico del Piano ISS

Il Piano ISS, Insegnare Scienze Sperimentali, compie tre anni.

Nato nel 2005 da un progetto delle tre Associazioni disciplinari AIF,ANISN e DDSCI è stato assunto dal MIUR come Piano Nazionale di Formazione coinvolgendo anche due Musei scientifici (Milano e Napoli) ed esperti della ricerca didattica. Nell’ottobre 2005 è stato firmato il protocollo di intesa con vigenza triennale.

Il Piano si riferisce ai tre livelli della scuola di base, Primaria, Secondaria di primo grado, Biennio e rappresenta una strada innovativa per la formazione e l’aggiornamento in servizio dei docenti[1], che lega il loro sviluppo professionale all’innovazione nelle classi e li coinvolge in un processo collaborativo, supportato da esperti e dal riferimento continuo alla comunità.

In una recente comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio “Migliorare la qualità della formazione degli insegnanti”, BXL
03.08.2007 COM(2007) 392, sono stati enunciati alcuni principi comuni che dovrebbero inspirare nell’Unione la promozione dello sviluppo professionale continuo dei docenti. In particolare, si sottolinea l’importanza di “pratiche di riflessione e ricerca”. Gli insegnanti aiutano i giovani ad assumersi la responsabilità di tracciare un piano del proprio percorso di apprendimento nell’arco di tutta la vita e analogamente dovrebbero essere responsabili dei propri percorsi di apprendimento. Peraltro come per altri professionisti, anche agli insegnanti spetta il compito di sviluppare nuove conoscenze nell’ambito dell’istruzione e della formazione. In un contesto di apprendimento autonomo permanente, la loro evoluzione professionale comporta i seguenti compiti:
- Continuare a riflettere in maniera sistematica sulle loro pratiche
- Intraprendere ricerche in classe
- Incorporare nell’insegnamento i risultati delle ricerche effettuate in classe e delle
ricerche accademiche
- Valutare l’efficacia delle strategie d’insegnamento e modificarle conseguentemente
- Valutare le proprie esigenze in materia di formazione.

Il Piano ISS rappresenta un tentativo di dar corpo a queste raccomandazioni della Commissione strutturando contesti di ricerca didattica, confronto, riflessione, per i docenti che vi prendono parte nel ruolo contemporaneo di tutor fra pari e formatori per i colleghi, e di discenti in formazione essi stessi.

Per l’attuazione del Piano sono state in primo luogo create delle strutture operative:
- a livello nazionale: Gruppo di Pilotaggio Nazionale composto da tecnici del Ministero e da rappresentanti dei soggetti firmatari del Protocollo d’Intesa, e Comitato Scientifico Nazionale composto da tecnici del Ministero, da
rappresentanti dei soggetti firmatari del Protocollo d’Intesa, da esperti disciplinari del mondo dell’Università, della Scuola e dei Musei
- a livello regionale: Gruppo di Pilotaggio Regionale composto da referenti dell’USR e da rappresentanti delle tre Associazioni firmatarie del Protocollo.

Le azioni organizzate a livello nazionale sono state le seguenti:
- presentazione del Piano da parte del MIUR agli Uffici Scolastici Regionali USR con proposta di adesione ad esso
- creazione, da parte degli USR aderenti, di presidi territoriali -generalmente Istituti scolastici dotati di strutture adeguate- e selezione dei docenti destinati a
svolgere attività tutoriale nei presidi stessi.
- formazione iniziale dei docenti selezionati dagli USR delle Regioni Piemonte, Lombardia, Val d’Aosta, Veneto, Provincia Autonoma di Trento e di Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Marche, Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna. Nei mesi di novembre–dicembre 2006 sono stati realizzati quattro seminari nazionali presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano per le regioni del Centro-Nord e Città della Scienza di Napoli per le regioni del Sud. Sono stati formati 283 docenti con funzione tutoriale appartenenti a scuola primaria, secondaria di I grado e biennio della secondaria di II grado, distribuiti in 88 presidi.
- tre seminari intermedi a carattere tematico:
sul tema “Le trasformazioni”, dedicato all’area disciplinare “chimica”: Cagliari 20-21 aprile 2007, sul tema “Leggere l’ambiente” dedicato all’area disciplinare scienze naturali”: Bagheria, Palermo 4-5 maggio 2007, sui temi “Luce, colore, visione” e “Terra e Universo” riferibili all’area disciplinare fisica: Lamezia Terme 11-12 maggio
2007
- seminari per la formazione iniziale dei tutor delle sei regioni mancanti: Abruzzo, Molise, Lazio, Emilia Romagna, Liguria e Toscana: ottobre 2007. Sono stati formati altri 109 insegnanti, distribuiti in 35 presìdi.
- seminari di richiamo per i tutor formati nel 2006 : ottobre-novembre 2007
- Piattaforma: Per garantire la condivisione, la diffusione, l’analisi e la documentazione delle pratiche didattiche sperimentate, l’INDIRE (attualmente Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica ANSAS) ha predisposto un ambiente di collaborazione on-line, denominato Area Scienze, all’interno dell’ambiente Puntoedu Apprendimenti di base. L’area prevede tre livelli di interazione e di confronto per i docenti tutor negli ambienti dedicati, rispettivamente: Il Mio Presidio, Gruppi di lavoro, Forum tematici.
- Costituzione di un gruppo di lavoro con l’incarico di selezionare un insieme di report sulle attività dei Presidi condotte nell’a.s. 2006-07 (gennaio-marzo 2008). Lo scopo era scegliere lavori nei quali fosse facile riconoscere e discutere successi e difficoltà, idee e modi di operare che
hanno caratterizzato il Piano nel suo sviluppo concreto. I lavori commentati, intesi come uno strumento per riflettere, discutere e procedere con maggiore consapevolezza, sono stati pubblicati in piattaforma (marzo-aprile 2008).
- Costituzione di un gruppo di lavoro per la preparazione di un documento “Suggerimenti ai tutor per una riprogettazione efficace”( luglio-settembre 2008). Lo scopo è quello di aiutare i tutor nel lavoro di programmazione e
gestione delle attività di presidio per l’a.s. 2008-09.

Agli interventi gestiti al livello centrale, coordinati dal Comitato scientifico, si sono affiancati gli interventi locali in cui tutor e presidio agiscono da catalizzatori per una rete di scuole e una comunità di docenti di scienze. Questa dimensione locale si è rivelata al tempo stesso punto di forza e di debolezza del piano. Molti istituti presidio, spesso incoraggiati e aiutati dagli USR, hanno innanzitutto
formalizzato un accordo di rete con le scuole di appartenenza dei tutor afferenti al presidio. Per ogni presidio erano infatti assegnati almeno tre tutor, rappresentativi dei tre livelli di scuola, primaria, secondaria inferiore e biennio; uno solo dei tutor era docente dell’istituto presidio che però doveva garantire il supporto a tutti e tre i tutor e assicurare la distribuzione dei fondi. Questo non sempre è avvenuto. Così non sempre i Gruppi di pilotaggio regionale che hanno il compito di coordinamento, sostegno -anche finanziario- e monitoraggio quantitativo e qualitativo dell’attività dei presidi, lo hanno svolto in modo soddisfacente.

L’a.s 2006-7, primo anno di attività dei presidi nelle Regioni del primo turno di formazione iniziale, ha visto una intensa, pur non omogenea, attività dei tutor
nell’organizzazione dei rispettivi presidi, nella pubblicizzazione del Piano e del presidio, nella sperimentazione nelle classi dei percorsi e delle strategie
didattiche oggetto dei seminari e nel coinvolgimento di altri colleghi. Ne sono prova i report presentati dai presidi e dagli USR alla fine dell’anno scolastico.

La funzione e l’utilizzo della piattaforma hanno rappresentato un punto di criticità, soprattutto sotto il profilo della quantità di tutor che l’hanno effettivamente utilizzata. Si è riscontrata una maggiore attivazione al Sud, che è stata correlata con l’abitudine a documentare on-line, stimolata dalle procedure di monitoraggio e rendicontazione on-line del PON. Elemento fondamentale è stato la possibilità di mantenere una relazione di scambio ininterrotta tra docenti tutor e conduttori e discussant dei gruppi di lavoro nei seminari, che si è potuta realizzare in un numero limitato di casi e con strumenti anche diversi dalla piattaforma.

Nell’a.s. 2007-08 mentre in alcune Regioni si è avuto un consolidamento e perfezionamento dell’attività, didattica ed organizzativa, dei presidi, la costituzione di reti di scuole facenti capo al presidio, attività di sostegno ai presidi da parte dell’USR, in altre Regioni il Piano è stato messo in ombra ed è rimasta solo l’attività dei tutor più motivati, nelle proprie classi e quando possibile con i colleghi.

La richiesta rivolta ai presidi di esaminare i “materiali” prodotti dal gruppo di lavoro, pubblicati in piattaforma in sottoforum dedicati, ed avviare una discussione interna alla propria rete di istituzioni scolastiche, allo scopo di paragonare quanto suggerito dai materiali con l’attività condotta direttamente in loco ed estendere la discussione confrontandosi con altri presidi, solo in pochi casi è stata accolta. Evidentemente non si è tenuto conto dei gravosi impegni dei docenti nella parte finale dell’anno scolastico.

Al momento attuale è difficile fare previsioni sulla sorte del Piano ISS.

Si può dire però che il Piano ha innescato nei docenti un processo di crescita a valanga che difficilmente potrà essere arrestato. L’attività di sostegno degli USR
sarà decisiva.

La forte convergenza[2] tra gli elementi caratterizzanti del Piano ISS e quelli delle “Indicazioni per il curricolo” (I ciclo e Biennio) sarà un elemento utile per guidare i docenti nella sperimentazione prevista per le Indicazioni.

E’ urgente in ogni caso il problema di trovare modalità e strumenti per verificare l’effetto di miglioramento della didattica dei docenti coinvolti e dell’apprendimento da parte dei loro allievi.

1. T. Pera, L’aggiornamento partecipato e la didattica laboratoriale, Piano Nazionale Insegnare Scienze Sperimentalo, CnS XXIX, n. 2 , 2007, p.91.
2. R.Carpignano, G. Cerrato, D. Lanfranco, T. Pera, Gli Indicatori del Piano ISS a confronto con Le Indicazioni per il curricolo del primo ciclo di istruzione-Area matematico-scoentificatecnologica, Atti del XV Congresso Nazionale della Divisione di Didattica Chimica, Genova, 7-9 dicembre 2007, p.35.

Tratto da “Atti della VI Conferenza Nazionale”, Bari 30 ottobre – 1 novembre 2008

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