Roma, 12/12/2008
Prot. n. 2008-299
Al Presidente del Consiglio
On. Silvio Berlusconi
Caro Presidente,
in una situazione come l’attuale in cui si discute con differenti opinioni circa le iniziative legislative sull’ Università e la Ricerca, su un punto si concorda da parte di tutti: l’esigenza di mantenere alla ricerca e all’innovazione una funzione vitale ai fini della ripresa economica.
La questione riguarda non soltanto la ricerca pubblica ma anche quella che si svolge nell’industria privata per la quale le differenze merceologiche si trasformano ovviamente in differenze di opportunità. Così non stupiscono, ad esempio, le maggiori difficoltà del settore biotecnologico rispetto a quello agroalimentare. Ma in tale logica sorprende quanto sta avvenendo all’Istituto di Ricerche di Biologia Molecolare P. Angeletti spa (IRBM) di Pomezia, che verrà dimesso il 31 dicembre di quest’anno dalla proprietà multinazionale Farmaceutica Merck.
L’IRBM è stato fondato nel 1990 e da allora ha contribuito allo sviluppo di farmaci importanti producendo 144 brevetti ed allestendo un parco strumenti avanzatissimo ed un gruppo di ricercatori di valore internazionale.
E’ ovvio che è molto difficile assumere posizioni dirigistiche in una economia sostanzialmente liberale rispetto a scelte assunte da organi amministrativi autonomi, ma è altrettanto vero che alcuni provvedimenti a livello governativo e parlamentare potrebbero fungere da incoraggiamento ad andare avanti piuttosto che stimolo all’abbandono.
Mi riferisco alla necessità di infrastrutture con particolare riferimento ai costi energetici, alle esigenze di abbattere eccessi di burocrazia, a salvaguardare rispetto alla concorrenza internazionale settori strategici attivi in Italia.
Tali settori hanno prodotto in questi anni competenze di grande qualità che si rischia di perdere con la chiusura delle strutture ove operano, chiusura ancor più immotivata se riferita a centri di vera e propria eccellenza come è il caso di IRBM.
La ringrazio a nome della comunità chimica italiana e La saluto cordialmente.
Luigi Campanella
Presidente della Società Chimica Italiana