Newsletter n. 50

H2S come l’ossido nitrico?
Un altro gas attivo sui meccanismi fisiologici umani, l’acido solfidrico, è entrato nel mirino dei ricercatori. Secondo una recente ricerca la sua azione sarebbe molto simile a quella dell’ossido nitrico. Questo agisce attraverso il processo della nitrosilazione, nella quale una parte dell’ossido nitrico si lega ad uno specifico amminoacido presente nelle proteine, spesso inibendo l’attività della proteina stessa. L’amminoacido, la cisteina, contiene un atomo di zolfo. L’ipotesi che viene proposta è di un processo parallelo chiamato solfidrilazione che potrebbe essere una via completamente nuova per modificare le proteine ed influenzare la loro attività. La solfidrilazione opera producendo cisteina con un atomo di zolfo addizionale: l’atomo di zolfo dell’acido reagisce con la parte reattiva della cisteina che contiene un legame S-H convertendolo in S-S-H che emerge dalle molecole della proteina, rendendolo più accessibile per ulteriori reazioni chimiche. Le conseguenze della solfidrilazione sono più profonde di quelle della nitrosilazione: infatti quest’ultima riguarda 1 proteina ogni 100, mentre la prima, invece, riguarda 1 proteina ogni 10-20. Dal punto di vista medico come l’NO anche l’H2S può risultare determinante: una dose di H2S riduce l’ampiezza della zona esposta negli attacchi cardiaci.

Assemblea annuale di Federchimica
All’Assemblea annuale di Federchimica, il Presidente Squinzi e il Ministro Prestigiacomo, hanno annunciato l’apertura di tavoli tecnici sul contributo della chimica a favore dell’ambiente. Secondo Giorgio Squinzi, serve infatti una politica industriale complessiva e condivisa per uscire dalla crisi.
Il 2010 vede il costo delle materie prime già in grande tensione; la loro domanda è, infatti, determinata dalla crescita del mercato mondiale, mentre i prezzi dei prodotti chimici sono condizionati da quello europeo, ancora in crisi.
“Dopo quattro anni con livelli produttivi inferiori del 15%, capacità utilizzate degli impianti spesso inferiori anche al 70%, difficoltà a trasferire nei prezzi di vendita i forti aumenti di costo delle materie prime e margini sotto pressione da anni” ha detto Squinzi “ci si deve aspettare una sostanziale modifica del tessuto industriale. Per questo serve un forte rinnovamento per scongiurare il rischio che intere filiere produttive a valle della chimica possano addirittura scomparire”.
“Bene la manovra che ha un impatto immediato sui conti pubblici - ha aggiunto - ma, per un effettivo rilancio, occorre una vera politica industriale, che non si misuri solo in incentivi finanziari, ma nella capacità di creare un clima di collaborazione fra le Istituzioni e le Imprese”. Nella stessa Assemblea il presidente di Confindustria Marcegaglia ha detto: “La chimica è un settore fondamentale per l’economia del Paese. Da sviluppare con adeguati investimenti e mettendo in campo misure di politica industriale concrete e credibili che semplifichino l’attività delle imprese rendendole sempre più competitive”.
La Commissione Europea ha recentemente quantificato nel 47% il peso dell’industria manifatturiera e del suo indotto per l’economia in Europa.
Un dato rilevante, di cui, secondo Squinzi “non si tiene conto quando si definiscono normative che possono avere un impatto sulle imprese. Se tale impatto è pesante e ingiustificato, a soffrire non sarà solo l’industria manifatturiera, ma l’economia nel suo complesso, cioè tutti”.
Occorre quindi costruire un sistema normativo non penalizzante, in particolare per la chimica, che è un settore trainante perché fornisce all’industria materiali e tecnologie avanzate, nonché soluzioni sostenibili ai problemi ambientali, come bene hanno sottolineato la Commissione e il Consiglio Competitività dell’Unione Europea.
La delega per l’Europa affidata a Squinzi dalla Presidente Marcegaglia avrà un obiettivo prioritario: dire forte e chiaro che le imprese italiane e, quelle chimiche ancor di più, chiedono di riportare al centro dell’azione europea la priorità della competitività industriale, ha aggiunto il Presidente di Federchimica ringraziando Marcegaglia per l’importante incarico e, ancor più, per l’appassionato e proficuo impegno a favore delle imprese.

ISOF 2010
Una sessione d’apertura, 4 sessioni plenarie, 18 keynote lectures e 105 sessioni ordinarie, questo il programma scientifico di ESOF2010. ESOF2010 è la quarta edizione di EuroScience Open Forum ospitata per la prima volta in Italia, al Lingotto di Torino, dal 2 al 7 luglio 2010, secondo il fil rouge Passion for Science.
Tra i grandi nomi presenti, i Premi Nobel tra cui Peter Agre e Kurt Wuetrich, scienziati illustri quali Svante Pääbo, Anton Zeilinger, Harriet Wallberg-Henriksson, Sam Augur, Angelika Brandt, Elena Cattaneo, Julia Fischer, Carlos Duarte, Ernest Fehr, Tecumseh Fitch, Serge Fenouille, Raghavendra Gadagkar, Sheila Jasanoff, Tom Kirkwood, Mohammed Hassan e molti altri ancora. 460 relatori provenienti da 42 Paesi del mondo si confrontano sui 10 temi individuati per questa edizione, tematiche d’attualità, riflessioni sulla ricerca scientifica e l’innovazione: vita e mobilità sostenibili; evoluzione, sviluppo e adattamento degli organismi; oltre e dentro il nostro mondo quantistico; come rispondere alle sfide globali; frontiere della ricerca energetica; scienza, conoscenza, credenze; memoria e apprendimento negli organismi e nei sistemi sociali e artificiali; linguaggi, culture e diversità; integrare ricerca e salute pubblica; politiche per la ricerca e oltre. In aggiunta al programma scientifico, ESOF2010 offre una serie di attività dedicate ai giovani ricercatori (Career Programme), ai potenziali imprenditori e investitori in business innovativo (Science to Businnes) e al pubblico generale (Science in City) nei palazzi storici, nelle piazze e nelle strade della città.
Cos’è ESOF2010?
ESOF è un evento internazionale dedicato alla ricerca scientifica, all’innovazione e al loro impatto sulla società. Un evento biennale ideato da Euroscience, un’associazione nata nel 1997 con sede a Strasburgo, che conta 2330 membri da oltre 40 paesi ed è aperta a ricercatori, politici, insegnanti, dottorandi, ingegneri, industriali e, in generale, a chiunque sia interessato alla scienza e alla tecnologia (www.euroscience.org).

Riflessioni di un ricercatore inglese
Ho letto una bella lettera di un ricercatore inglese durante una recente missione in quel Paese di cui riporto il contenuto - Luigi Campanella -

La scienza è uno dei pilastri della civilizzazione e della democrazia liberale, come l’eminente filosofo della scienza Karl Popper ha con convinzione arguito. È una delle più grandi avventure che l’uomo abbia mai conosciuto. La scienza rigetta i proclami della verità basati sulla autorità e dipende dal criticismo delle idee codificate, è il nemico dell’autocrazia; infatti la conoscenza scientifica è tentativa e provvisoria, è il nemico del dogma. La scienza è la via più efficace per apprendere sul mondo fisico; essa erode la superstizione, l’ignoranza ed il pregiudizio, che sono stati alla radice della negazione dei diritti umani attraverso la storia, sia attraverso il razzismo, lo sciovinismo, che la soppressione dei diritti delle donne.
In calce alla lettera viene ricordato quanto disse un critico letterario: “La scienza è strettamente correlata alla produttività, agli standard materiali di vita, al progresso igienico e tecnologico”.

Letture consigliate
◊ Impronta Ecologica e Analisi Emergetica
Applicazione locale dei nuovi indicatori di sostenibilità ambientale
Edizione a cura della Provincia di Venezia – Assessore alle Politiche Ambientali, Venezia 2009
L’impronta Ecologica è uno dei sistemi di calcolo di sostenibilità ambientale più usati. Ci dice se un determinato territorio è sostenibile oppure no. La definizione di Impronta Ecologica può essere riassunta come segue: è la porzione di territorio di cui una popolazione ha bisogno per produrre tutte le risorse che consuma e per assorbire i rifiuti che produce, da considerarsi assieme al suo contraltare ovvero la capacità di carico del sistema, chiamata biocapacità.
◊ Maurizio Paoletti, Tiziano Gomiero (a cura di)
Opportunità e Limiti delle Agroenergie
La necessità di un approccio multicriteriale alla sostenibilità dell’energia verde
Aracne editrice, Roma 2009
L’idea di questo lavoro prende avvio da un convegno organizzato da Veneto Agricoltura un paio di anni fa, cui parteciparono oltre agli autori del testo, figure istituzionali, rappresentanti di categoria, ricercatori e tecnici del settore agroenergetico. L’approccio è stato allora e lo è ancor più in quest’opera, multidisciplinare. Nel testo, lo studio delle agroenergie viene affrontato da diverse prospettive: energetica, socioeconomica, ambientale, politico-istituzionale, di sviluppo rurale.

◊ Giacomo Toffol, Laura Todesco, Laura Reali (a cura di)
Inquinamento e Salute dei Bambini
Che cosa c’è da sapere, cosa c’è da fare
Il Pensiero Scientifico Editore
Lo stretto legame tra inquinamento ambientale e alcune patologie infantili e dell’età adulta è purtroppo, un dato scientifico provato; ma anche laddove non vi siano ancora evidenze numeriche e statistiche in tal senso, gli autori mandano un chiaro messaggio riferibile al principio di precauzione che dovrebbe informare le scelte di governo e gestione del territorio.

◊ Luca Carra, Margherita Fronte
Polveri & Veleni
Viaggio tra salute e ambiente in Italia
Edizioni Ambiente, Milano
Un inconsueto giro d’Italia quello proposto dagli autori, un viaggio che tocca i luoghi famosi per “incidenti” ambientali come Seveso o aree più vaste come l’intero corso del Po e la Pianura Padana o luoghi poco noti come Pitigliano o Pioppi nel Cilento.

Chimica e Futurismo
Lo scorso anno, in occasione del centenario della nostra Società, una manifestazione particolare è stata dedicata a Chimica e Futurismo, un movimento che immaginando un mondo governato da scienza e tecnologia è certamente vicino alla Chimica. Artisti e scrittori vi hanno dato contenuti e significati diversi. Molti dei nostri Soci si sono interessati all’iniziativa ed a loro si consiglia la lettura del testo (un po’ polemico ma istruttivo) “Inventing Futurism: The Art and Politics of Artificial Optimism” di Christine Poggi (University of Princeton). Per esemplificare il loro messaggio i Futuristi identificano la scienza con la modernità e la tecnologia.

Università: eventi, iniziative
- Università di Padova
Capitale per tre giorni delle università europee
L’assemblea generale annuale del Gruppo di Coimbra si terrà a Padova dal 25 al 27 maggio 2011.
“Per il nostro Ateneo rappresenterà una vetrina importante e prestigiosa ma soprattutto diventerà l’occasione per diffondere ancor più e meglio fra i nostri docenti, gli studenti e il personale tecnico amministrativo la consapevolezza della sempre maggiore rilevanza della dimensione europea ed internazionale dell’Università di Padova”. Giuseppe Zaccaria, Magnifico Rettore dell’Ateneo patavino sottolinea l’importanza dell’appuntamento del prossimo anno che prevede la partecipazione di oltre trecento fra rettori, dicenti e dirigenti degli uffici relazioni internazionali delle università di tutta Europa.

- Università di Siena
Biblioteca Briganti di Siena: una grande risorsa per la storia dell’arte in rete con il catalogo uniformato del sistema bibliotecario senese.
Per gli studiosi e gli appassionati di storia dell’arte uno strumento bibliografico in più in rete. Grazie a un accordo di collaborazione con l’Università di Siena, la Biblioteca del Fondo Briganti, che ha sede nell’antico ospedale del Santa Maria della Scala nel centro di Siena, ha ora il suo catalogo all’interno del catalogo uniformato sulla piattaforma web del sistema bibliotecario senese, curata dall’Università di Siena, a cui si accede dal sito www.asb.unisi.it/sbs/cataloghi.php. Dunque, più facilità di ricerca in rete per i 17 mila volumi della Biblioteca Briganti (acquistata dal Comune di Siena negli anni novanta), editi prevalentemente tra il 1500 ed il 1990, una raccolta bibliografica specializzata nella storia dell’arte e nel restauro, che rappresenta uno dei punti di riferimento a livello nazionale e internazionale per gli studiosi di arte.

- Università di Trento
“Notte dei ricercatori 2010”: al via il concorso video
In che modo la corrente elettrica arriva nelle prese? Come funziona il telecomando? Cosa possono fare le nuove tecnologie per la nostra salute e per la tutela dell’ambiente? Abbiamo a che fare con i risultati della ricerca molto più spesso di quanto crediamo. La ricerca, come presenza ricorrente nella nostra vita quotidiana, sarà al centro del concorso video “Science is in the air”, l’iniziativa che anticipa la Notte dei Ricercatori 2010, in programma a Trento per il prossimo 24 settembre. I migliori video, selezionati tra tutti quelli pervenuti entro il 17 agosto in collaborazione con il team de La Lunga Notte della Ricerca di Bolzano, saranno premiati proprio durante la Notte dei ricercatori, in una serata che animerà la città di Trento con incontri, esperimenti, visite guidate ai laboratori, esposizioni e momenti di intrattenimento dedicati al mondo affascinante della ricerca.
Pillole
● L’emissione ed i conseguenti odori degli alberi durante la giornata cambiano. All’alba gli alberi pompano fuori miscele complesse di composti organici volatili (ad es. terpeni). A mezzogiorno la brezza aggiunge una dose di isoprene proveniente dalle foreste di quercia. Nel primo pomeriggio prevale l’inquinamento e gli odori sono simili a quelli dei centri urbani.

● I nuovi microscopi consentono conquiste nell’osservazione, prima non possibili. È considerato uno dei campi strumentali più toccati dal progresso; siamo arrivati quasi all’analisi chimica microscopica fino a distinguere in una bevanda alla soia la componente cellulosica, l’acqua, la lignina, la proteina, i grassi o in un tessuto tumorale i grassi. Qualcuno prevede nel prossimo futuro ulteriori avanzamenti che giustificherebbero la definizione di era del microscopio per quella che viviamo o che vivremo.

● Tanti piccoli moduli, collegati insieme, si autoconfigurano e sono capaci di apprendere. L’ispirazione viene dai sistemi biologici. Alcuni ricercatori europei hanno sviluppato un’innovativa piattaforma di elaborazione: il progetto Perplexus. Il cuore di questo sistema è costituito da molteplici piccoli moduli, ciascuno dei quali possiede un chip con la capacità intrinseca di apprendere. Una rete di autoconfigurazione wireless permette loro di connettersi generando nel complesso un comportamento coerente. La caratteristica di questo approccio al calcolo è quella di possedere la capacità di evolversi adattandosi al compito assegnato, agendo sui parametri e sulle informazioni provenienti dai vari moduli per elaborarli in forma distribuita.

● Una tecnologia sviluppata in Giappone permette di realizzare microcelle sferiche. Maggiore l’efficienza e la flessibilità d’uso. Circa 1,8 millimetri è la dimensione delle microcelle realizzate dalla Kyosemi, che permetteranno la realizzazione di pannelli di qualsiasi forma, consentendo tuttavia di sfruttare i raggi luminosi indipendentemente dalla direzione da cui provengono. Potranno così essere realizzati pannelli di forma sferica o cilindrica o di qualsiasi altra forma; rigidi, flessibili e persino semitrasparenti, in grado quindi di sostituire parzialmente le vetrate delle finestre. La realizzazione è naturalmente coperta da brevetto, ma la Kyosemi comunica che la forma sferica viene ottenuta sfruttando un principio fisico e cioè facendo cadere il silicio fuso da un’altezza di circa 14 metri in ambiente a condizioni climatiche controllate dove cristallizza nella forma voluta, eliminando ogni spreco.

● Milioni di maschi sterili ma sessualmente irresistibili permetteranno di fare a meno dei pesticidi nella lotta contro gli insetti nocivi per i raccolti. I ricercatori dell’Università di Gerusalemme hanno trovato il sistema di difendersi dagli insetti distruttori di raccolti senza far ricorso a pericolosi pesticidi che, se da un lato raggiungono l’obiettivo sterminando gli ospiti indesiderati, dall’altro sono dannosi anche per gli esseri umani. La strada elaborata in Israele passa attraverso l’impiego di generazioni di maschi sterili ma terribilmente attraenti per le femmine della loro specie.
Lettere
◊ Cari Colleghi,
segnalo la nascita, all'interno dei gruppi del social network facebook, del Gruppo Giovani della SCI:
http://tinyurl.com/35tm6yg
oppure
http://www.facebook.com/home.php?#!/group.php?gid=144917008858980&ref=ts
La pagina ha l'intento di essere una vetrina, oltre al sito www.scigiovani.it (attualmente in rinnovamento), delle attività (congressi, premi, borse di studio, ecc.) del Gruppo Giovani della SCI.
Ogni suggerimento circa l'inserimento di informazioni e altro materiale è graditissimo.
Ringraziando per la cortese attenzione, porgo i miei più cordiali saluti.
Per il Gruppo Giovani - Francesco Caruso -

Cari Colleghi,
il MIUR di concerto con il Ministro della Salute ha decretato l’approvazione delle linee giuda per l’istituzione di un Master Universitario di secondo livello in REACH autorizzando nell’a.a. 2010/11 le Università che lo vogliono ad istituire tali corsi alla fine dei quali si consegue il master in REACH titolo accademico qualificante tecnici competenti nell’implementazione del regolamento REACH. È molto significativo per la SCI - e di questo devono essere giustamente ringraziati il Gruppo REACH, in particolare i colleghi di Padova Scorrano e Tapparo e Gianluigi De Gennaro di Bari - che nella premessa del Decreto si faccia riferimento alla Società Chimica Italiana come istituzione incaricata di predisporre le relative linee guida. Queste e l’organizzazione del corso saranno a disposizione dei soci sul sito web della SCI.
Si ricordano alcuni degli elementi caratteristici
5 aree funzionali tematiche
60 CFU (per un totale di circa 18 insegnamenti)
27 SSD.
Un cordiale saluto - Luigi Campanella -

◊ Messaggio del Presidente Campanella
Cari Colleghi,
si è svolto a Ferrara il previsto incontro richiesto in sede di C.C. fra la Divisione di Didattica e tutte le altre Divisioni della SCI con l’intento di pervenire ad una posizione quanto più unitaria possibile rispetto all’atteggiamento che la SCI deve assumere davanti al nodo rappresentato dall’insegnamento della chimica nella scuola alla luce della riforma in atto. Oltre a me erano presenti i rappresentanti di 7 Divisioni. Purtroppo alcune delle più numerose non hanno ritenuto o non hanno potuto intervenire perdendo l’occasione di un confronto fondamentale, vista la delicatezza dell’argomento. In sede di incontro è emerso come primo elemento che viste le innovazioni ormai definite sarebbe irrealistico pensare di modificarle, attestandosi invece piuttosto sulle scelte più idonee e difenderle nel quadro che si è delineato. In tale logica il punto chiave è senz’altro il rapporto insegnamenti/classi che deve essere affrontato su basi culturali, organizzative, educative ma anche socio/sindacali: è vero che la SCI non è un sindacato, ma è anche vero che il pericolo che numerosi insegnanti di chimica, peraltro iscritti alla SCI, possano divenire sovrannumerosi non deve essere sottovalutato. Rispetto a questo punto nodale sono emerse tre possibili soluzioni che saranno più ampiamente illustrate in una prossima relazione che il prof. Floriano e la prof. Mascitelli si sono impegnati a redarre come risultato della riunione. Sostanzialmente le tre opzioni sono quelle della classe unica per tutti gli insegnanti di scienze (chimica inclusa), quella di due classi tenendo chimica separata (la chimica ai chimici e basta) e quella intermedia alle due, soluzione realizzabile con differenti possibili articolazioni.
Sulla base del suddetto documento non appena pronto è mia intenzione fare una verifica puntuale all’interno della SCI per la quale chiedo sin da ora l’aiuto insostituibile dei Presidenti di Divisione con il fine di pervenire ad una posizione chiara quanto più largamente possibile condivisa.
Nel frattempo il mio appello al Presidente ed al Direttore di Federchimica affinché prendessero a proprio impegno il coordinamento delle varie forze ed istanze in giuoco ha ottenuto l’importante risultato della loro dichiarata volontà di contribuire, ma attraverso Confindustria, visto che gli aspetti di politica scolastica e formativa sono assunti non dalle singole Federazioni industriali ma a livello confederale.
Il Consigliere delegato di Confindustria della scuola Agostini ha fatto pervenire il documento che segue.

L’insegnamento della chimica nei nuovi ordinamenti della scuola superiore
La chimica italiana è un settore dalla tradizione d’eccellenza. Per Confindustria lo studio della chimica va rafforzato ad ogni livello nel nostro sistema di istruzione. Il prossimo anno, in occasione dell’Anno Internazionale della Chimica 2011 promosso dall’ONU, Confindustria dedicherà alla Chimica la Giornata Nazionale Orientagiovani. Nel corso del 2011 si svolgeranno in tutta Italia numerose manifestazioni dedicate agli studenti per parlare delle conquiste della chimica e del suo contributo al benessere dell’umanità.
L'evento sarà un'occasione importante per migliorare l'immagine della chimica tra i giovani e avvicinarli alle materie scientifiche.
Da sempre Federchimica dedica grande attenzione ai temi dell’Education realizzando ogni anno attività di orientamento finalizzate a presentare ai giovani la chimica e la sua industria per stimolarne lo studio e la comprensione e aumentare così la disponibilità di laureati nelle discipline scientifiche che si affacciano al mercato del lavoro.
Anche il “Progetto Lauree Scientifiche”, realizzato in collaborazione con il Miur e la Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Scienze, ha proprio l’obiettivo di orientare i giovani verso le lauree scientifiche, sostenere i migliori con borse di studio adeguate, accrescere l'occupabilità dei laureati scientifici attraverso una revisione dei corsi di studio universitari e post universitari realizzata in sintonia con i fabbisogni delle imprese.
Certamente si deve fare ancora di più.
Con le innovazioni previste dal riordino dell’istruzione tecnica, soprattutto nell’ambito delle metodologie didattiche, avremo periti maggiormente capaci di applicare concretamente nel mondo del lavoro, in tempi rapidi, le conoscenze apprese durante il percorso scolastico e capaci di inserirsi in un percorso di apprendimento continuo.
Con il nuovo ordinamento confluiranno infatti nell’indirizzo molti percorsi formativi che, accanto alla tradizionale figura del perito chimico, sviluppano competenze specifiche in relazione ai settori produttivi di riferimento (es. industria tintoria, chimico conciario).
Assistiamo a un forte calo d’interesse da parte dei giovani verso le materie scientifiche. È noto peraltro come senza un’adeguata motivazione qualsiasi reale apprendimento risulti molto difficile: dobbiamo quindi recuperare interesse e motivazioni allo studio di queste materie rinnovando i canoni tradizionali di insegnamento di queste discipline.
L’apprendimento teorico non nasce infatti solo attraverso l’erogazione di lezioni frontali tenute in aula, ma dall’integrazione tra saperi teorici e operativi.
Attività di laboratorio ben condotte possono contribuire all’acquisizione e anche a un maggior consolidamento degli apprendimenti teorici.
È infatti ampiamente dimostrato che la scienza si apprende sviluppando negli studenti lo spirito della ricerca: conoscere la scienza non significa imparare a memoria le risposte, ma imparare a formulare domande.
Le indagini PISA ci dicono che i nostri studenti sono deficitari proprio nell'acquisizione del metodo scientifico.
È assolutamente necessario un piano di innovazione dei laboratori e delle relative strumentazioni. A maggior ragione è opportuno utilizzare anche i laboratori aziendali e là dove possibile anche quelli universitari, sicuramente più avanzati.
L’emanazione del nuovo Regolamento chiama infatti scuole, aziende e organizzazioni di rappresentanza a nuove responsabilità in termini di disponibilità, di attenzione, di collaborazione nella governance degli Istituti, nelle attività didattiche e nelle dotazioni di laboratorio. Si apre una nuova stagione di collaborazione nella governance degli Istituti. Sono previsti nuovi modelli organizzativi e nuovi strumenti di gestione della governance tra cui il Comitato Tecnico-Scientifico.
Le aziende che faranno parte dei Comitati Tecnico Scientifici avranno, tra gli altri, il compito di rappresentare alla scuola le competenze in generale richieste dal loro settore di appartenenza e non tanto specifiche della propria azienda; alle imprese non interessa una competenza iperspecialistica, ma una buona preparazione generale fondata non solo su conoscenze teoriche, ma anche sulla capacità di saperle applicare. In questo le imprese possono dare il loro contributo ampliando i contesti di apprendimento utili alla scuola attraverso una maggior diffusione dei tirocini e dei percorsi di alternanza scuola-lavoro.
Sull’accorpamento delle classi di insegnamento, è chiaro che si tratta di scelte nate da un bilancio tra vantaggi e svantaggi. La scelta ottimale non esiste. In alcuni casi sono state compiute delle scelte che penalizzano l’insegnamento della chimica e vanno certamente riviste, come quelle relative alla soluzione adottata per l'insegnamento di Scienze Naturali dei Licei su cui conveniamo con le posizioni della Società Chimica Italiana.
La riforma richiede agli insegnanti di sviluppare e operare in team attraverso l’integrazione trasversale di competenze sulle diverse materie: questa è la strada da seguire, anche se mi rendo conto che, nel nostro Paese, è necessario un profondo cambiamento culturale, che richiederà tempo.
Se è vero che insegnare le scienze non significa solo avere le competenze didattiche e pedagogiche richieste, ma comporta anche una buona conoscenza di base dell’argomento, è anche vero che solo il 17% degli insegnanti di chimica sono laureati in chimica. Si pone quindi la necessità di un aggiornamento dei docenti sia sul piano metodologico, sia sulle innovazioni disciplinari.
Quello che posso rappresentarvi è che nel campo della ricerca applicata, tema per noi vitale, accanto a una altissima specializzazione di tipo disciplinare occorre anche sviluppare la capacità di confrontarsi e di tenere conto di apporti che provengono da campi scientifici differenti: nelle aziende i temi dell’innovazione di prodotto e di processo vengono affrontati in team composti da professionisti con diversa area di specializzazione e questo è richiesto proprio dalla complessità dei problemi affrontati.
È importante che i ragazzi abbiano le competenze necessarie per affrontare i compiti e le sfide del fare impresa. Di fronte ad esigenze specifiche entrano poi in gioco l’autonomia e la flessibilità, che servono proprio a rispondere a questo genere di problematiche.
Con la riforma, in tutti i bienni degli istituti professionali, viene introdotto l’insegnamento della chimica che prima mancava: questo significa per insegnanti e studenti migliaia di ore di chimica in più. Nel biennio degli indirizzi del settore tecnologico dei nuovi istituti tecnici alla chimica sono riservate 3 ore in prima e 3 ore in seconda.
Si può certamente migliorare, ma le scelte effettuate sono un punto di partenza per un rinnovamento generale degli studi scientifici che trovano nell'insegnamento della chimica un elemento centrale e irrinunciabile.

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Nota: le notizie flash che vengono riportate sono estratte dalla stampa scientifica accreditata soprattutto di provenienza estera e sono scelte a cura del Presidente.

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