Newsletter n. 12
Nuova legge a tutela di sicurezza e salute
Ogni giorno tre persone in Italia perdono la vita sul lavoro. Per tentare di limitare gli infortuni è arrivato il Testo unico di sicurezza e salute durante il lavoro, che fa seguito alla "626" del 1994, la legge che ha tentato di modificare sostanzialmente la cultura della sicurezza e della salute sul lavoro. Il nuovo Testo (Decreto legislativo 81/2008) estende il campo di applicazione anche a molti lavoratori autonomi e alle imprese familiari, specialmente per quanto riguarda i sistemi di appalti e sub-appalti. Un nuovo rischio è quello di origine psicologica. I lavoratori sono più rappresentati nelle questioni relative alla sicurezza con l´istituzione del rappresentante territoriale e di sito. La principale novità è però l´inasprimento delle sanzioni per chi non si adegua alla nuova norma, grazie all’introduzione di nuove ammende (fino a 15 mila euro) e di nuovi reati penali (con reclusione fino a 4 mesi). Inoltre, le aziende rischiano anche di essere chiuse se non rispettano la legge. Anche ai lavoratori "indisciplinati" potranno essere inflitte sanzioni dagli ispettori del lavoro o dall’azienda.
La SCI da un lato auspica che la nuova normativa contribuisca all’abbattimento del numero degli infortuni e dall’altro che si comprenda la necessità che l´impegno formativo parta ben prima del momento dell’ingresso nel mondo del lavoro e cioè dalla Scuola e dall’Università.
Come chimici ci sentiamo particolarmente sensibili a questi aspetti.
Luigi Campanella
La scienza in parole
Sul numero di Nature del 25 settembre 2008 è apparsa una lettera in cui si fa riferimento al progetto congiunto della Fondazione San Paolo per la Scuola e Fondazione Venezia, che ha portato un gruppo di 100 studenti italiani a proporre 100 parole che evochino in breve la biologia, la fisica e la chimica (http://www.100parole.it).
A parte un certo numero di termini in comune alle discipline scientifiche ed alcuni termini medici, la quota di parole riconducibili alla chimica non è molto diversa da quella delle altre discipline. Temo però che l´ambito chimico abbia perso una parola nel passaggio dall’italiano (legame) all’inglese (link, piuttosto che bond).
A parte ciò la lettera è piacevole (l´autore ha partecipato al progetto, anche se non lo dice) e l´inglese impeccabile. La lettera (Shaping science education in just 100 words di Marco Prunotto) si trova all’indirizzo:
Luigi Campanella
Dall’American Chemical Society
L’American Chemical Society ha assegnato i 5 premi Green Chemistry a ricercatori che hanno sviluppato tecnologie chimiche meno tossiche e meno inquinanti. Si calcola che dal 1995, anno dell’istituzione del premio, con le tecnologie anche dell’ambiente è stato possibile risparmiare 21 milioni di galloni di acqua, 1.1 milioni di libbre di solventi e composti pericolosi e 400 milioni di libbre di CO2.
I premi di quest’anno sono andati a:
Institute Memorial Battelle per i toner biologici per stampanti e fotocopiatrici; in effetti i toner oggi in uso sono difficilmente rimossi dalla carta durante il riciclo: il nuovo inchiostro a base di soia richiede meno energia per questa operazione di rimozione e consente di riciclare una maggiore quantità di carta;
Nalco Company per la tecnologia 3D Trasar finalizzata ad un sistema di raffreddamento dell’acqua per il condizionamento atmosferico e le esigenze di processo meno rischioso e meno energicamente costoso di quelli attualmente impiegati che richiedono una grande quantità di reattivi;
Dow AgroSciences per la produzione di bio-pesticidi particolarmente attivi per proteggere gli alberi da frutta e meno tossici per uomini e animali dei pesticidi organo-fosforici;
SiGNa Chemistry per la produzione di una polvere porosa simile alla sabbia capace di stabilizzare i metalli alcalini, consentendone la manipolazione senza pericolo di fiamme ed esplosioni, ma conservando le proprietà che possono essere finalizzate al trattamento di rifiuti nocivi ed alla rimozione dello zolfo dai combustibili (con conseguente riduzione di CO2 prodotta);
Robert E. Maleczka e Milton R. Smith del Dipartimento di Chimica dell’Università del Michigan per avere progettato una reazione catalitica in condizioni non drastiche per produrre i precursori della reazione Suzuki per formare il legame C-C. Nel caso del premio il precursore è un etere boronico, il catalizzatore è a base di iridio.
Dall’EuCheMS
- Il 2nd EuCheMS Chemistry Congress di Torino si è concluso con un grande successo! Abbiamo avuto 2100 partecipanti regolarmente registrati (almeno quanti a Budapest, al primo ECC del 2006), quattro premi Nobel, sette lezioni plenarie, oltre a numerosissime “key note” e “invited lectures”, 270 comunicazioni orali e 1250 comunicazioni poster, distribuite su un totale di 25 sessioni scientifiche. Il congresso è stato affiancato dalla manifestazione “Chemistry Meets the Public”, iniziata con il concorso “The First Silver Flask Trophy” e proseguita per tutta la durata del congresso stesso con i più prestigiosi conferenzieri, che hanno portato l’informazione chimica ai giovani ed al pubblico “laico” del territorio. La risposta è stata più che entusiasta! Gli espositori, molto numerosi ed attivi, e gli sponsor infine hanno dal canto loro contribuito a fare del congresso un evento positivo sotto ogni punto di vista.
Un doveroso ringraziamento ai tanti colleghi italiani (più di trecento) che hanno partecipato al Congresso e che con la loro presenza hanno contribuito al suo successo. Grazie al Presidente EuCheMS (e Chairman del Congresso) prof. Giovanni Natile; grazie al Chairman ed al co-Chairman del Comitato Scientifico, Professori Hartmut Michel e Igor Tkatchenko; grazie alle Università Piemontesi, l’Università di Torino in particolare ed al suo Rettore, prof. Ezio Pelizzetti, ed al co-Chiarman del Comitato Organizzatore Locale e pro-Rettore, prof. Salvatore Coluccia. Un grazie speciale agli amici del Centro Congressi Internazionale, sapientemente guidati da Giulio Ferratini e Mariuccia Enria.
FDA, che in veste di delegato SCI presso l’EuCheMS parteciperà alla annuale Assemblea Generale EuCheMS in Norvegia, porterà una dettagliata relazione sull’evento ai colleghi delle società chimiche europee.
Lorenza Operti (Chair del Comitato Organizzatore Locale)
Francesco De Angelis (co-Chair del Congresso)
- Fra gli eventi più riusciti di EuCheMS 2008, certamente il Premio Giovani Chimici (sponsorizzato dalla SCI) con 90 partecipanti, 15 finalisti, 4 medagliati (2 laureati, 2 dottori di ricerca). Fra questi ultimi un italiano medaglia d’oro per i laureati, Fabio Arnesano, Università di Bari. L’altra medaglia d’oro (Ph.D) è andata a Guillermo Minguez Espallargas dell’Università di Sheffield. Le quattro medaglie d’argento (2 per classe) a Leonard Prins dell’Università di Padova, Gustavo Fernandez dell’Università Complutense di Madrid, Ali Tavassoli dell’Università di Southampton e Viktoria H. Gessner dell’Università di Würzburg.
- Il Working Party sulla chimica verde e sostenibile ha definito le proprie priorità di intervento: creazione di vere e proprie reti; coinvolgimento industriale; immagine sui media.
Piattaforma tecnologica europea
La piattaforma tecnologica europea dedicata all’alimentazione per la salute e la vita ha identificato le tre linee principali
• miglioramento dello stato di salute e benessere, incremento della longevità
• crescita del grado di fiducia del consumatore
• sostegno alle produzioni sostenibili ed etiche.
ECHA
Con la nascita di ECHA cessa l’attività ECB: cioè dal Centro di Ispra all’agenzia Chimica Europea, o se vogliamo dal data base europeo sui prodotti chimici al regolamento REACH. Questa è la grande innovazione 2008.
Lettere
1) Al Prof. Ing. Alberto Felice De Toni Presidente della Commissione per l’Istruzione Tecnica e Professionale
Al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini
Oggetto: Comunicazioni urgenti sui nuovi quadri orario degli Istituti Tecnici e Professionali.
Egregio Prof. De Toni, Gentile Ministro Gelmini,
apprendiamo dai siti della UIL scuola, dal sito della flcgil, e dal sito della Gilda, che i Vostri progetti per il riordino dell’Istruzione Tecnica e Professionale prevederebbero, per gli istituti tecnici un orario di 32 ore di lezione settimanali così suddivise: biennio 21 ore di lezione settimanali generali + 11 ore di lezione settimanali specifiche, triennio 15 ore di lezione settimanali generali e 17 ore di lezione settimanali specifiche.
Da un semplice confronto tra i vecchi quadri orario e quelli che sarebbero da Voi proposti, si nota che, per il biennio, ad esempio di un Istituto Tecnico Commerciale (ma discorsi analoghi valgono anche per altri), l'area comune passerebbe dalle attuali 27 ore settimanali a 21 (taglio di 6 ore settimanali), e questo a spese anche dell’insegnamento della Chimica (http://www.gildains.it/news/2008/0110_pianogelmini_sintesi.htm). Se ciò fosse confermato, ci sarebbe da stupirsi: nel biennio iniziale va potenziata - e non tagliata - l'area comune, comprendente le discipline scientifiche; anche Confindustria ha più volte richiesto un maggiore numero di ore per le discipline scientifiche e tecnologiche.
Pertanto nuovamente (vedasi precedente lettera) proponiamo che in tale area di tutti i bienni iniziali, come chiesto anche dal Presidente del Consiglio Nazionale dei Chimici in http://www.chimici.it/cnc/fileadmin/novita/Borrielli_08.08.08.pdf , sia presente l'insegnamento della "chimica e laboratorio" come disciplina a sé stante, in quanto propedeutica allo studio delle scienze naturali e biologiche e, nel triennio, della chimica
merceologica, disciplina utilissima per il settore economico e della quale proponiamo l’introduzione; per gli altri indirizzi del triennio del settore tecnologico, proponiamo lo studio della chimica applicata ai materiali caratteristici del relativo indirizzo (come la chimica applicata ai materiali da costruzione attualmente insegnata al corso Geometri tradizionale).
Ancora riguardo il triennio, purtroppo le cose non migliorerebbero affatto: infatti, ad esempio in un Istituto Tecnico Industriale ad indirizzo chimico l'area comune rimarrebbe invariata (inizialmente 15 ore, tali rimarrebbero), mentre nell'area di indirizzo (attualmente tutte discipline chimiche) si passerebbe dalle attuali 21 a 17 ore, con un taglio netto di 4 ore, tutte a carico delle discipline (chimiche) di indirizzo. Anche questo sarebbe a nostro parere un errore: nel triennio finale va potenziata - e non tagliata - l'area di indirizzo; visto che ci si avvicina al mondo del lavoro o dell’Università, ci pare quasi ovvio.
Auspichiamo infine che non si affidi l’insegnamento della Chimica e delle discipline Chimiche a docenti privi di una preparazione specifica a livello accademico, requisito irrinunciabile anche per le necessarie attività di laboratorio chimico, che non potranno mai essere gestite adeguatamente ed autonomamente da docenti diplomati (Insegnanti Tecnico Pratici) o non laureati nella specifica disciplina.
Per quanto riguarda poi l’istruzione Professionale, sempre dalle fonti sindacali apprendiamo che sarebbe previsto il passaggio dal vecchio ordinamento al cosiddetto progetto 2002 nel quale è previsto per il corso chimico biologico un notevole taglio di ore di lezione, a danno praticamente esclusivo delle ore di chimica: ben 3 nel primo anno, 3 nel secondo anno e 4 ore nel terzo anno; in un corso chimico biologico ovviamente lo riteniamo paradossale e sbagliato.
Distinti saluti Il Presidente della Società Chimica Italiana
Luigi Campanella
2) Al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini
Oggetto: Qualche proposta di correzione ai riproposti piani orari del 2005 dei futuri licei, per quanto riguarda le discipline scientifiche.
Gentile Ministro, facendo riferimento al contenuto della pagina web, in qualità di Presidente della Società Chimica Italiana Le manifesto la mia più viva preoccupazione per la frase: “I dirigenti ministeriali presenti hanno in ogni caso ribadito l’intenzione di procedere sulla base di quanto era stato previsto dal D.Lvo 226 e dagli allegati piani orari relativi ai licei classico, scientifico, linguistico, artistico, musicale-coreutico e delle scienze umane, ma con correzioni ancora ignote nella loro sostanza”. Faccio infatti notare che nei piani orari dei licei del 2005 riportati dal sito del Ministero dell’Istruzione al link era presente la disciplina “scienze naturali” (indicata con asterisco a piè di pagina come “Biologia, Chimica e Scienze della Terra”), con pochissime ore settimanali (scientifico nel biennio 2 ore settimanali, nel triennio 3 ore sett.; classico 3 ore al 1° anno, 2 ore dal 2° al 4° anno; delle scienze umane 3 ore al 1° anno, 2 ore dal 2° al 4° anno; linguistico 2 ore dal 1° al 4° anno; musicale-coreutico: 2 ore nel primo e secondo anno; artistico: 2 ore nel 3° e 4° anno). Rilevo anche che, a differenza della Chimica, la Fisica in tali quadri orario era disciplina a sé stante, tranne che nel liceo linguistico, aggregata alla Matematica, ma certo non facente parte dell’aggregato “scienze naturali”. Non si capisce il perché di tale discriminazione per la Chimica, scienza cardine della vita e dell’industria ed indicatore noto di qualità sociale. Infine Le chiedo di far sì che non si abbiano riduzioni orarie nell’area scientifica, già finora troppo sottovalutata; che non si proceda ad alcun accorpamento tra discipline scientifiche distinte; che l’insegnamento della Chimica sia presente nel biennio iniziale di tutte le Scuole Secondarie e che venga impartito da docenti che abbiano ricevuto una formazione accademica adeguata nella disciplina.
Distinti saluti
Il Presidente della Società Chimica Italiana
Luigi Campanella
3) Ricevo questa lettera. Mi rendo conto che non è una stretta questione SCI, ma lo è per una comunità che abbia i giovani e la ricerca come momenti di vita e di attenzione, ho quindi deciso di pubblicarla su SCI List.
Un caro saluto Luigi Campanella
Precari, quale futuro? Pamela Manzi Ricercatore Strutturato dell’INRAN
Quanto è affascinante il lavoro del ricercatore, forse tra i più creativi che esistano ma il prezzo da pagare sta diventando veramente troppo alto. Lo sanno bene quei 50 mila precari che oggi stanno lottando per perché vedono il loro futuro incerto. Hanno investito anni di studio, di specializzazioni in Italia e all’estero per ritrovarsi in mano un pugno di mosche. La mancanza di concorsi era stata compensata dalla stabilizzazione prevista dalle due leggi Finanziarie. I lavoratori precari dell'università, della ricerca e di tutta la pubblica amministrazione avevano quindi tirato un sospiro di sollievo, ma la scure del Governo si è abbattuta nuovamente su di loro. La presentazione dell’ emendamento all’Art.37 della Legge 1441 quater ha gettato tutti i lavoratori precari nell’angoscia. Ma cosa dice questo emendamento? Decadono le graduatorie della stabilizzazione; alla data di scadenza dei contratti le amministrazioni pubbliche non possono in alcun caso proseguire i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, quindi dopo tre anni di rapporti di lavoro presso un ente il lavoratore precario vedrà risolto il proprio contratto. Ciò significa che molti lavoratori perderanno il loro posto di lavoro ma soprattutto gli enti di ricerca che hanno speso tempo e danaro per formare persone, per renderle indipendenti e capaci di portare avanti ricerche con nuove idee vedranno vanificati i propri sforzi. L’utilizzo dei contratti flessibili da parte delle amministrazioni, aveva creato legittime aspettative di stabilizzazione in tutti quei lavoratori che per anni hanno svolto la loro attività nel pubblico. Qualche giorno più tardi sono state anche presentate delle modifiche all’emendamento ma di fatto non cambia la natura del provvedimento e ne vengono solo posticipati gli effetti. Attualmente lavoratori precari sono in mobilitazione e poiché occupano posti non solo nella ricerca ma anche nell’amministrazione, tutti gli enti di ricerca soffrono di un fisiologico rallentamento di molte attività. Tutto questo fa pensare. Forse i nostri legislatori non conoscono fino in fondo l’ambiente della ricerca e il mondo che gira intorno ad essa. Per questo chiediamo aiuto a tutti coloro che, in qualche maniera hanno collaborazioni con gli enti di ricerca e con i numerosi ricercatori italiani: dalle grandi industrie alle associazioni, si dovrebbe alzare un coro in favore della causa di questi lavoratori il cui lavoro è fondamentale.
4) Cari Colleghi
ho riflettuto a lungo prima di scrivervi, ma poi ho pensato che fosse mio dovere farlo. Grazie ad un messaggio dell’amico Mimmo Spinelli ho avuto la possibilità di ascoltare una trasmissione della serie “Radio anch’io” dedicata all’Università italiana a partire dal recente libro di Perotti, oggi letto e discusso in varie sedi.
Hanno partecipato al dibattito, coordinato da un giornalista RAI, rettori, presidi, professori, opinionisti, politici.
E’ emerso un quadro veramente drammatico e che giustifica l’atteggiamento negativo verso l’Università da parte della Società civile: clientele, nepotismi, interessi privati, favoritismi sono stati denunciati a più riprese anche durante la trasmissione ascrivendone la responsabilità, a seconda dell’interlocutore, a regole poco chiare nei concorsi, alla carenza di risorse e di sbocchi occupazionali, al precariato spinto ma, soprattutto alla mancanza di principi morali.
Cioè la questione etica è risultata quella più urgente da risolvere soprattutto se vogliamo rendere virtuoso il rapporto fra la comunità universitaria e quella civile e sociale, soprattutto nella sua componente giovanile, E’ vero che i settori disciplinari sotto accusa sono più quelli vicini alle attività professionali, in particolare economia e medicina, ma nessuno credo si debba tirare indietro nel tentativo di rendere possibile questa trasformazione per certi aspetti la più rivoluzionaria che si possa immaginare.
Questo pone in evidenza come conseguenza la necessità di valutazioni e concorsi trasparenti, della semplificazione dei settori disciplinari, della esecuzione di atti procedurali garantiti.
Con questo punto collego la trasmissione radiofonica alla riunione del tavolo CUN-SCI presso la SCI del giorno 8/10/2008. In tale riunione è stata discussa la importante lettera del Ministro ai membri del CUN relativa ai criteri da adottare sia nei concorsi universitari sia nelle assegnazioni dei fondi PRIN per rendere tutto trasparente e sottrarre le valutazioni a criteri clientelari e troppo soggettivi.
Voglio chiudere quindi con un messaggio: cercheremo di contribuire al lavoro difficile dei membri del CUN che dovranno rispondere alla lettera del Ministro e quindi attraverso la consultazione proveremo ad individuare indici e criteri scientifici, didattici, organizzativi, ma il contributo maggiore che potremo dare è quello di fare rispondere il nostro operato a criteri etici e morali, rispettosi delle regole del vivere civile e di quelle della comunità nella quale ci riconosciamo, anteponendo gli interessi dell’istituzione e della comunità a quelli del singolo (sia questa una persona fisica oppure una singola struttura).
E’ vero che per le distorsioni rispetto a questo non è certamente la nostra disciplina la più responsabile, ma farsi guida e portabandiera in questo processo significa dimostrare una responsabilità sociale di cui andrei, come presidente SCI, fiero.
Luigi Campanella
Premi Nobel
Come molti di voi avranno notato, anche quest’anno il premio Nobel per la Chimica è stato assegnato in riconoscimento a studi molecolari in ambito biologico. Osamu Shimomura, Martin Chalfie e Roger Y. Tsien sono stati insigniti del prestigioso riconoscimento per la scoperta e lo sviluppo della GFP (green fluorescent protein). La GFP, scoperta nella medusa Aequorea victoria, è diventato un tracciante di fondamentale importanza. Esprimendo GFP in proteine di fusione è possibile localizzarle mediante microscopia a fluorescenza.
…e mancati Nobel
Tra un paio di mesi Roger Tsien e Martin Chalfie saranno a Stoccolma per ricevere il Nobel per la Chimica e 450mila dollari, come premio per aver messo a punto una rivoluzionaria tecnica per studiare le cellule. Ma lo scienziato che ha realizzato la ricerca iniziale, l'individuazione del gene di una medusa che produce una proteina fluorescente, senza la quale il lavoro di Tsien e Chalfie non sarebbe stato possibile, ha lasciato l'attività scientifica.
Douglas Prasher, che nei primi anni '90 lavorava per l'istituto di ricerca Woods Hole Oceanographic Institution del Massachusetts, aveva condotto una ricerca sulla medusa Aequorea victoria e ora fa l'autista per un rivenditore di automobili a Huntsville, Alabama, per 10 dollari l'ora. Dice di non essere invidioso dei premi assegnati a Tsien dell'Università della California a San Diego, a Chalfie della Columbia University e a Osamu Shimomura, il primo scopritore della proteina della medusa nel 1961. Sarà, ma se gli eventi si fossero svolti in maniera diversa, sotto le luci della ribalta a 57 anni avrebbe potuto ritrovarsi proprio lui.
Prasher, biochimico, si interessò agli animali capaci di rendersi fluorescenti. Verso la fine degli anni '80 si rivolse all'Istituto Nazionale della Sanità americano sollecitando dei fondi per individuare il gene della proteina fluorescente. La sua proposta poggiava sull'ipotesi che la proteina avrebbe potuto trovare un'applicazione pratica nel rivelare la struttura delle cellule. "Questa sarebbe stata sicuramente una parte del mio progetto di ricerca" spiega Prasher. "Sapevo che avrebbe potuto essere utilizzata come marcatore genetico e che sarebbe stata molto utile, come in effetti si è rivelata". La richiesta fu tuttavia respinta.
Ricevette invece il via libera la proposta presentata alla American cancer society, dove i fondi erano solo biennali. Prasher ebbe comunque la possibilità di pescare migliaia di meduse nelle acque dei Friday Harbor, nello Stato di Washington. E alla fine isolò il gene.
A quel punto però lo scienziato smise di lavorare volentieri al Woods Hole. Invece di cercare un impiego stabile - convinto che sarebbe stato respinto - cercò un altro lavoro abbandonando le meduse. Fu poi contattato separatamente da Chalfie e Tsien per il gene che aveva individuato. Prasher generosamente lo cedette a loro prima di andare a lavorare per il dipartimento dell'Agricoltura. In seguito si trasferì a Huntsville come collaboratore esterno della Nasa. Era un lavoro che gli piaceva moltissimo. Essendo però la missione su Marte ipotetica e lontana ancora una decina di anni, la Nasa tolse i finanziamenti e lasciò Prasher senza lavoro. Dopo un anno di disoccupazione, nell'ultimo anno e mezzo è diventato autista per il rivenditore Toyota Bill Penney.
Dopo l'annuncio del Nobel per la Chimica, la settimana scorsa, diversi media sono andati a scovare Prasher a Huntsville. A tutti l'ex ricercatore ha risposto che non si sarebbe sentito a suo agio se fosse stato incluso tra i vincitori del Nobel. "Altri lo avrebbero meritato molto più di me" dice. "È normale che ci siano persone che lavorano con enormi sacrifici, dedicando la loro vita alla scienza, senza ricevere il Nobel".
(Copyright The New York Times, 2008. Traduzione di Guiomar Parada)
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Nota: le notizie che vengono riportate sono estratte dalla stampa scientifica accreditata soprattutto di provenienza estera.