Newsletter n. 22

Detersivi “alla spina”. SONO CONVENIENTI?
Da “Inquinamento”
Una possibilità per diminuire l’impatto ambientale dei detersivi è venderli “alla spina”, non in flaconi cioè, ma in distributori posti in varie zone della città. In questo tipo di iniziativa si sono lanciate soprattutto le aziende medio piccole. Quelle più grandi, invece, sono ancora un po’ scettiche, anche se, sembra, molte stanno valutando questa possibilità. Ma è davvero più ecologica la distribuzione dei detersivi sfusi e in quali situazioni? Per capirlo Assocasa ha commissionato allo studio Life Cycle Engineering (http://www.studiolce.it) una valutazione del Lca cioè dell’impatto ambientale di tutto il ciclo di vita sia del sistema con flaconi sia del sistema refill, a “riempimento”. Si sono tenute in considerazione tutte le fasi di produzione, distribuzione, trasporto, lavaggio e smaltimento dei flaconi, e delle cisternette.
Il progetto ha mostrato diversi scenari in base alla tipologia del flacone (massa, materiale, riciclo) e alle pratiche gestionali. I risultati non sono stati affatto scontati. Per quanto riguarda il consumo di energia, il break even, ossia il “punto di pareggio” fra i due sistemi è se il flacone del refill viene riutilizzato 3 volte. Ma, nel caso in cui il flacone monouso sia in materiale riciclato, perché il consumo di energia sia uguale, il flacone refill deve venire riutilizzato 6 volte.
Inoltre, man mano che il sito dell’ipotetico distributore si allontana, sia dal consumatore che dall’azienda produttrice, l’impatto del sistema refill aumenta. A 1.000 km, perché sia vantaggioso il refill sono necessari 10 riutilizzi del flacone. Considerando lo smaltimento, si nota che il sistema refill è molto vantaggioso se l’alternativa è lo smaltimento del flacone monouso in discarica. Infine si è confrontato il sistema refill con due tipi di flaconi monouso: uno standard da 54g/l e uno “ecodesign” da 50g/l e con la possibilità di riciclo. Il secondo flacone, con solo il 10% in meno di materiale, permette di dimezzare le emissioni. E in questo caso la competizione, per il sistema refill, si fa più ardua. «Non si può dare una risposta univoca», conclude Massimo Marino di Life Cycle Engineering, «dipende dalle situazioni». Ma senz’altro il sistema refill è molto conveniente se i consumatori riutilizzano più volte i contenitori vuoti, se non sono previsti tanti spostamenti da casa al distributore e dalla fabbrica al distributore e in una zona dove non esistono raccolta differenziata e riciclo».
Impegni del 2020
Prima della conferenza di Bruxelles che ha certificato gli impegni del 2020 abbiamo assistito alla polemica sulle cifre: davvero l’Italia era così penalizzata rispetto agli altri paesi? E quali conti ha fatto il Governo per stabilire che le nostre imprese sarebbero state svantaggiate?
Secondo l’Italia il costo del pacchetto clima era di 181 miliardi di euro, secondo l’UE, circa la metà.
Un docente universitario milanese ha individuato una possibile causa di errore. Infatti spiega, «il Governo ha calcolato i costi aggiuntivi complessivi facendo la media tra i costi relativi all’anno 2015 (15,1 miliardi) e i costi relativi all'anno 2020 (21,2 miliardi) e poi moltiplicando per 10, ovvero per gli anni compresi tra il 2011 e il 2020, e ottenendo 181,5 miliardi di euro». Ma il periodo preso in considerazione va appunto dal 2011 al 2020, mentre i costi mediati sono quelli relativi al 2015 e al 2020.
Il vero problema non sono i costi delle misure anti inquinamento, ma far partire i cambiamenti che servono all’Italia. Gli investimenti nelle fonti rinnovabili potrebbero dare benefici a lungo termine, in quanto volano di sviluppo per le piccole e medie imprese, il tessuto economico del nostro Paese.

Ccs CO2 Capture & Storage
La comunità europea parla chiaro: risparmio energetico, efficienza energetica, fonti rinnovabili, ma anche limitazione della CO2 in atmosfera causata dalle fonti fossili. Uno di questi metodi è la cattura e lo stoccaggio geologico (Ccs: CO2 Capture & Storage). Sono molte le iniziative, principalmente private (Enel, Eni e Independent Resources i principali investitori in Italia, ma anche altre aziende cominciano ad affacciarsi sull’argomento, quali Rezia Energia Italia, Edison, Raffinerie Saras, Carbosulcis, Sotacarbo ecc.) volte ad appurarne la fattibilità tecnica e scientifica.

Fonti     Media (g CO2 e eq/kWh)   Min (g CO2 e eq/kWh)   Max (g CO2 e eq/kWh)  
Fotovoltaico 90 75 560
Eolico 25 7 130
Idroelettrico 41 1 200
Geotermico 170 150 1.000
Carbone 1.004 980 1.200
Gas naturale 543 510 760

Tabella: Potenziale di riscaldamento globale di alcune fonti energetiche

Sul territorio italiano sono stati censiti (Ingv-Cesi Ricerca) circa 200 siti adatti allo stoccaggio geologico di CO2, con una capacità di decine di Giga tonnellate, equivalenti alle emissioni totali italiane per i prossimi 200 anni. A livello mondiale, la disponibilità di siti è analoga (fino a 10.000 Gton complessivamente), sino al completo esaurimento dei giacimenti di petrolio, gas naturale e carbone. Tra le attività connesse alla Ccs vi è il monitoraggio dei cosiddetti “CO2 analogues” con tecniche di monitoraggio continuo e discreto della CO2 e parametri ad essa associati.

Gliocladium roseum
Il suo nome scientifico è Gliocladium roseum ed è un fungo che ha una particolarità: è in grado di produrre composti chimici che fanno parte del comune gasolio utilizzato come combustibile.
Si tratta dell’unico organismo noto finora con una simile capacità di produrre un’importante combinazione di sostanze combustibili a partire da una serie di composti del carbonio e dell’idrogeno.
G. roseum in particolare produce diverse catene di idrocarburi e altre molecole biologiche. Inoltre, quando coltivato in laboratorio pare in grado di sintetizzare composti ancora più simili a quelli che costituiscono il carburante dei motori diesel.
Quando i vegetali sono utilizzati per produrre biocombustibili devono essere elaborati prima che possano essere convertiti in composti utili per il metabolismo dei microbi. G. roseum può produrre microdiesel direttamente dalla cellulosa, il principale composto che si trova nelle fibre vegetali: ciò, evidentemente, potrebbe evitare uno stadio di lavorazione.

Notizie dal mondo
• Il motto assunto a propria guida e simbolo dalla Repubblica Ceca assumendo la Presidenza del Consiglio di Europa (fino a giugno 2009) è “Europa senza barriere” intendendo in esso il superamento delle barriere che ostacolano lo sviluppo di un’Europa coesa e forte senza barriere interne. In questa logica ed individuando nelle 3 E (Economia, Energia, Europa) le priorità si collocano il recupero dei mercati finanziari, migliori regole di mercato, la riforma globale della finanza, la sicurezza energetica, la cooperazione con i paesi del terzo mondo, lo sviluppo di un’Europa della ricerca, la mobilità dei ricercatori.
Il processo di Bologna per una formazione Europea qualificata ai vari livelli (scuola, università, diploma, laurea, dottorato), la difesa della proprietà intellettuale, il sostegno alla piccola e media impresa sono ulteriori punti del programma della nuova Presidenza.

• Dopo molti anni di inutili tentativi i chimici sono riusciti a sintetizzare la borazina, l’equivalente inorganico del benzene con 3 atomi di N e 3 di boro B3 N3 H6. Il composto che è stato ottenuto stabilizzando gli intermedi reattivi con un’unità di protezione basata sul cromo, risulta stabile e, come il benzene, aromatico, anche se tale carattere non è così forte.

• La priorità scientifica indicata dal nuovo Presidente degli Stati Uniti sono le energie rinnovabili, il controllo del clima, la distribuzione di elettricità: si intravedono una competizione ed un bilancio fra ricerca di base da una parte e tecnologia e infrastruttura dall’altra.

Dall’Europa
1)Il 2009 è stato dichiarato anno europeo della creatività e dell’innovazione, come motori dello sviluppo personale, sociale ed economico.
2)È stata varata la legislazione europea dei pesticidi che da un lato aumenta il numero dei prodotti sicuri disponibili e dall’altro bandisce quelli pericolosi. La legislazione è articolata su tre aree Nord, Centro, Sud d’Europa, ma singoli Stati mantengono potere di bandire dal mercato un prodotto commerciale per urgenti motivi di sicurezza.
3)Come il REACH ha fissato le regole per registrare ed autorizzare un composto o un prodotto, così allineandosi con il Sistema Armonizzato delle Nazioni Unite, l’Unione Europea ha fissato le regole che dovranno essere uniformemente rispettate da tutti i Paesi europei circa i modelli o modi di etichettatura delle sostanze. Ciò al fine di facilitare il commercio ed incrementare il livello di sicurezza.
4)È nato ICOS sistema integrato per la ricerca sul monitoraggio delle emissioni di CO2 ed altri gas serra in Europa. Si tratta del 44° sistema integrato europeo di ricerca.
5)L’Eurobarometro segnala che i cittadini europei considerano la scienza come importantissimo valore di progresso, pur manifestando sensibile paura e riserva circa l’uso che talvolta ne viene fatto (la statistica riguarda l’Europa dei 27).
6)La qualità dell’insegnamento e degli insegnanti è considerata una irrinunciabile priorità, tanto più in considerazione di un mercato del lavoro che cambierà da qui al 2020.
7)I composti cosiddetti CMR (cancerogeni, mutageni, tossici per la riproduzione) non sono più ammessi nelle parti accessibili dei giocattoli al di sopra di valori limite, che peraltro sono stati in molti casi (es. nichel) ridotti. Anche i profumi allergenici sono banditi.

Avvisi
◊ Cari colleghi,
fra le iniziative del XXIII Congresso Nazionale “SCI 2009” c'è anche quella sull'Immagine della Chimica curata dal Coordinatore del GdL Immagine, il collega Giorgio Cevasco.
Sull'argomento si è già tenuta una giornata di studio - ed i relatori di quella giornata sono stati già da me invitati ad essere presenti con un intervento - ed inoltre sono in preparazione per il 2009 ed oltre una serie di importanti eventi.
Tenuto conto che lo scopo primario dell'iniziativa è proprio quello di mettere a comune idee, risorse, progetti, mostre, conferenze invito tutti coloro che possono dare un contributo in sede di “SCI 2009” (Sorrento 5-10 luglio) a farlo registrandosi presso il collega Cevasco
(E-mail: giocev@chimica.unige.it) con il nominativo, un titolo e l'indicazione del tipo di prodotto che si vuole illustrare.
Non è invece necessario l'invio di un abstract.
Grazie e cari saluti
Luigi Campanella

◊ In collaborazione col Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, il Consorzio Interuniversitario Nazionale La Chimica per l'Ambiente organizza il:
1° FESTIVAL DELLA CHIMICA VERDE
Lecce, 27-28-29 Aprile 2009
Seminari, esposizioni, esperienze di didattica informale.
Programma preliminare
http://www.incaweb.org/festivalcv1/index.php
Piero Tundo

Cari Soci,
sono sicuro di fare cosa gradita a voi tutti nel darvi alcune informazioni sui nostri/miei Colleghi chimici dell'Università dell'Aquila.
Per fortuna, consentitemi di aggiungere "ringraziando il Signore", tutti i docenti del Dipartimento di Chimica dell'Università dell'Aquila che operano presso la sede universitaria di Coppito, tutti i dipendenti tecnici ed amministrativi, tutti i borsisti, dottorandi e studenti interni del Dipartimento sono in buona salute! Lo stesso dicasi per le loro famiglie. Purtroppo, e con grandissima tristezza, devo aggiungere che i due giovani figli (16 e 18 anni) di una segretaria del nostro Dipartimento hanno perso la vita tra le rovine della loro casa, a Onna. Alla Signora Dina ed a suo marito le nostre condoglianze ed il nostro sofferente, affettuoso abbraccio.
Tutti gli amici del Dipartimento, residenti a l'Aquila o nei villaggi dei dintorni, proprio tutti, hanno dovuto abbandonare le proprie case. Alcuni, purtroppo, l' hanno avuta completamente distrutta!
Il Dipartimento di Chimica, nella sua sede di Coppito presso la Facoltà di Scienze (cui non è però possibile accedere senza giustificato motivo), non presenta gravi danni alle strutture. Non si è avuta rottura di bottiglie o contenitori. La mancanza di corrente elettrica, però, ha inevitabilmente portato al non funzionamento dei congelatori. Gli strumenti, nella migliore della ipotesi, sono in blocco, con gravi sicuri danni in particolare alla Risonanza Magnetica Nucleare.
Con il cuore pesante, ma con la sicurezza che ciascuno di noi "chimici" dell'Aquila ha tanti amici tra i chimici italiani, vi saluto con affetto.
Franco De Angelis

Cari Colleghi,
il dramma de L'Aquila colpisce tutti noi: una città ed una cultura ferite (speriamo temporaneamente) e soprattutto tante vite - anche di bimbi e di giovani ! - sacrificate.
Cosa si può fare in queste situazioni per aiutare? Ho tardato due giorni a scrivervi proprio perché ho cercato di capire come potevamo contribuire.
Da qui la lettera che ho inviato e che qui allego.
Chiedo a tutti i colleghi delle zone vicine a quelle martoriate di rendersi disponibili attraverso le rispettive università, istituzioni e gli ordini professionali, che sono stati contattati.
Grazie a tutti
Luigi Campanella

In qualità di Presidente della Società Chimica Italiana metto a disposizione le nostre competenze e professionalità che potrebbero essere utili per analisi di controllo e di sicurezza con riferimento alle acque potabili e per uso umano, a suoli, a materiali da costruzione, a test chimico-clinici.
Informo che ho anche provveduto ad allertare le ns. strutture periferiche, in particolare nelle zone vicine a quelle colpite dal sisma.
Luigi Campanella
Presidente Società Chimica Italiana

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Nota: le notizie che vengono riportate sono estratte dalla stampa scientifica accreditata soprattutto di provenienza estera.

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