Newsletter n. 28
Come professore di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali ho ricevuto questa e-mail da uno sconosciuto.
“Credo di non sbagliarmi se approssimo a due chilogrammi la carta ricevuta in questo periodo, cioè circa l’1% del totale della carta e cartone immessa annualmente al consumo secondo COMIEDO (dati 2006).
Due chili per i 31 milioni 673mila 113 elettori (fonte ADNkronos) chiamati a scegliere i consigli comunali e consigli provinciali e mezzo chilo di carta per la differenza rispetto ai 50.664.596 di italiani (fonte il sole24ore) complessivamente chiamati ad esprimere il proprio voto.
Da questi calcoli emerge che questa tornata elettorale ha prodotto circa 77.341.967,5 chili di carta, cioè poco più di 77mila tonnellate, senza ballottaggi, né referendum, la quantità che viene raccolta in modo differenziato da circa 1 milione di abitanti!
Ancora convinto si tratti di un dato sottostimato e nella speranza che tutta questa carta sia finita nella raccolta differenziata cerco di valutare l’impatto ambientale in termini di emissioni di questa campagna elettorale.
Considerato che per una tonnellata di carta da materie vergini occorrono 2 tonnellate di legname (una quindicina di pioppi), 44 metri cubi d’acqua e 4.600 kWh di energia elettrica, in questa campagna elettorale ci siamo giocati 140mila alberi, acqua sufficiente a riempire oltre 450 piscine olimpioniche e abbiamo usato oltre 350.000 MWh, cioè l’energia prodotta da un impianto termoelettrico medio grande.
Mi piacerebbe si facesse uno sforzo per accorpare le elezioni e dunque le campagne elettorali.
Mi piacerebbe i candidati usassero carta riciclata, significherebbe risparmiare 100mila tonnellate di CO2.
Mi piacerebbe si usasse di più Internet”.
Voi che ne pensate?
Io sono assolutamente d’accordo.
Luigi Campanella
Revisione della direttiva europea sulla protezione di animali
L’Unione Europea sta rivedendo la direttiva che regola la protezione di animali usati per scopi scientifici e sperimentali. La Direttiva 86/609/EEC che data al 1986 ha il fine di standardizzare il buono stato (il benessere) degli animali nei laboratori di ricerca in Europa. In Marzo 2009 la Commissione sull’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo ha votato 524 emendamenti a questa direttiva, di questi 161 sono stati adottati. Con le sue decisioni la Commissione ha inteso limitare la sperimentazione senza con questo bloccare la ricerca scientifica. I Membri del Parlamento Europeo hanno votato per regole che dovrebbero assicurare che i test programmati siano assoggettati a cogenti valutazioni etiche per tenere conto della posizione dei cittadini. L’impiego di animali nelle procedure scientifiche dovrebbe essere considerato soltanto in caso di mancanza di un’alternativa.
Circa 12 milioni di animali vengono impiegati per scopi scientifici in Unione Europea ogni anno. Circa 10000 di questi sono primati non umani. Due terzi di questi sono impiegati per valutare sicurezza ed efficacia di farmaci e dispositivi farmaceutici. Il rimanente terzo è impiegato per studi biologici di base e per ricerche in medicina umana e veterinaria. Con le sue decisioni recenti il Parlamento Europeo ha bandito l’impiego di grandi primati non umani (scimpanzé, gorilla, orango) eccetto che per esperimenti finalizzati proprio alla conservazione di queste specie. Tale tipo di sperimentazione è già vietata in Austria, Gran Bretagna, Olanda, Svezia e di fatto in Europa non avviene più dal 2002: pertanto il bando non influenza significativamente la ricerca attuale.
Il Parlamento Europeo ha anche deciso che i test su animali diversi dai primati non umani non dovrebbero essere ristretti a condizioni che minaccino o disabilitino alla vita. Questo danneggerebbe seriamente la ricerca su alcune forme di cancro, sclerosi multipla e morbo di Alzheimer. Inoltre le linee guida europee ed internazionali richiedono che alcuni farmaci siano testati sui primati prima di essere approvati, da cui la necessità in alcuni casi di approvazione di questi test, posizione che sostanzialmente è stata sostenuta da molti scienziati dell’industria farmaceutica e dalle associazioni di ricerca medica ed accettata dal Parlamento Europeo.
La Commissione Scientifica rischi ambientali e sanitari, un comitato di consulenza della Commissione Europea, ha pubblicato un dettagliato rapporto sulla necessità di poter testare prodotti e dispositivi su primati non umani, puntualizzando nelle sue analisi che i test di farmaci sono finalizzati a salvaguardare i pazienti, misurando il rischio a cui sono esposti. Un elemento ribadito è quello che i primati non umani sono il modello migliore per l’uomo a ragioni della stretta somiglianza fisiologica ed anatomica.
Luigi Campanella
Attività anti-tumorali
Nell’Istituto Regina Elena di Roma, da un gruppo di ricerca diretto dalla professoressa Anna Bagnato è in corso di avanzata sperimentazione lo studio sulle proprietà di una sostanza (per il momento indicata ZD4054), che ha mostrato di avere la capacità di inibire l’attività tumorale di una proteina la β-arrestina, la quale fa crescere il tumore provocando metastasi.
Questo farmaco sperimentato, che tra l’altro si è dimostrato scarsamente tossico e che si assume per via orale, ha al momento fornito risultati promettenti nel trattamento delle malattie della prostata.
Sensore per il calcio
Con riferimento al Premio Nobel conferito nel 2008 per la scoperta della proteina fluorescente risulta di notevole interesse il sensore per il calcio prodotto da Aequotech (Ferrara). L’Aequorina è una proteina bioluminescente presente nella medusa Aequorea Victoria e composta da una porzione proteica (apoproteina) e da un gruppo prostetico (coelenterazina). Queste due componenti si combinano spontaneamente formando la proteina. In presenza di ione calcio esse si dissociano con la emissione di un fotone. L’intensità della luce emessa è proporzionale alla concentrazione dello ione calcio da misurare.
Pillole
• La scommessa dei produttori di composti per la detergenza è oggi quella di mediare fra prodotti “verdi” cioè a nullo impatto ambientale e prodotti che puliscono: non sempre la mediazione ha successo. È però un’importante occasione di mercato!
• È un errore - lo dice un recente articolo apparso su CEN - cercare di introdurre sul mercato gli animali geneticamente modificati partendo dal settore alimentare; molto più semplice e di successo
sarebbe partire dal settore farmaceutico che potrebbe fungere da “apripista”.
• La sicurezza nel trasporto di sostanze pericolose: la scelta americana è chiarissima, individuando nella ferrovia il sistema più sicuro. La scelta fa riflettere dopo quanto avvenuto in Italia alla Stazione di Viareggio. La conclusione non può che essere una: la manutenzione ed il controllo risultano in ogni caso fondamentali, altrimenti si rischia - come è avvenuto in Italia - di stravolgere i veri valori di sicurezza dei differenti mezzi di trasporto.
• Un’interessante ricerca di mercato americana dimostra come nel settore farmaceutico si stia creando un vuoto di offerta: i prodotti derivanti da brevetti in via di estinzione si stanno esaurendo e per essi sono previste perdite crescenti, al tempo stesso il numero di prodotti innovativi si sta riducendo. In tempo passato il rinnovamento industriale era più vivo anche se non è detto che ogni pezzo di scienza meriti la nascita di un’azienda.
• Nell’attuale difficoltà dell’indice tecnologico NASDAQ quello biotecnologico è uno dei pochi che tiene abbastanza (perdita solo 12% contro 42% nel 2008). Quanto sarà possibile resistere se non si riesce a muovere il capitale privato, per esempio attraverso ventures fra biotecnologie e farmaceutica, non è facile dirlo, ma certo non molto.
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Nota: le notizie che vengono riportate sono estratte dalla stampa scientifica accreditata soprattutto di provenienza estera.