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Publicato su Società Chimica Italiana (http://www.soc.chim.it)

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newsletter 15 aprile 2010

Newsletter n. 44

Cosa sono i polifenoli
I polifenoli costituiscono una famiglia di circa cinquemila molecole organiche largamente presenti nel regno vegetale. Sono caratterizzati, come indica il nome, dalla presenza di molteplici gruppi fenolici associati a strutture più o meno complesse generalmente di alto peso molecolare. Sulla base delle loro caratteristiche strutturali i polifenoli vengono classificati in: acidi fenolici, flavonoidi, flavonoli, flavononi, stilbeni e lignina.

Principali flavonoidi:
Flavonoli: R3’=R3=R5=OH; R4’=R5’=H; R4=O
Flavonoli: R3’=R3=R5=OH; R4’=R5’=R4=H
Flavonoli: R3’=R5=OH; R4’=CH3’; R3=R5’=H; R4=O

Questi composti sono il prodotto del metabolismo secondario delle piante. I polifenoli sono presenti in diverse fonti alimentari: the, vino rosso, ribes nero, succo di mele e possono risultare utili nella prevenzione dell’ossidazione delle lipoproteine e nel “sequestrare” i radicali liberi; sono accertati inoltre effetti biomedici positivi a livello cardiovascolare e nella prevenzione di numerose patologie cronico-degenerative. Alcuni polifenoli sono assorbiti attraverso la barriera intestinale e vengono metabolizzati sia nel colon che nel fegato, che nei reni. Si stima che la loro emivita minima sia di 3 ore.
Il ruolo protettivo esercitato contro l’insorgere delle patologie cronico degenerative è stato attribuito prevalentemente ad un ruolo come antiossidanti; studi in vitro hanno infatti dimostrato che i polifenoli si comportano come antiossidanti e sono agenti riducenti, insieme ad altri composti introdotti con la dieta (vitamina C,E e carotenoidi) ed inoltre possono contribuire alla prevenzione di alcuni tumori.
Un problema associato all’assunzione dei polifenoli con la dieta è la loro bassa biodisponibilità. In particolare essi sono presenti nei fluidi corporei non in forma nativa, ma sotto forma di metaboliti (solfato, metilati, glucurronati) a seguito di estensiva metabolizzazione. Non è ancora chiaro se i metaboliti dei polifenoli abbiano qualche attività terapeutica, ma sicuramente in forma di metaboliti possono essere escreti attraverso le urine.

Proprietà del caffè
Il caffè possiede numerose proprietà benefiche per il nostro organismo, un effetto dato soprattutto dalla presenza degli acidi clorogenici.
Studi statistici fatti su campioni di popolazione consumatrice di caffè, hanno evidenziato che le persone che bevono caffè hanno una maggiore protezione verso alcune patologie come il diabete di tipo 2 e il morbo di Parkinson, e cosa più rilevante ancora si è verificato un notevole rallentamento del naturale declino cerebrale nelle persone anziane e, in situazioni di assunzione moderata, nessun effetto sfavorevole sul rischio cardiovascolare. Questi dati sono stati presentati dalla NFI, Nutrition Foundation of Italy, in occasione di un convegno tenutosi a Milano (Aprile 2008) durante il quale sono stati esposti i più recenti studi scientifici internazionali che hanno esaminato gli effetti sulla salute dell’uomo derivanti dal consumo di caffè. Un altro studio fatto all’Università del North Dakota ha evidenziato che il caffè nelle giuste dosi protegge il cervello dai danni che può causare un elevato tasso di colesterolo. Tra questi il peggiore è l’Alzheimer. L’esperimento citato è stato fatto su conigli nutriti con una dieta ricca di grassi a cui sono state somministrate dosi di tre milligrammi di caffeina al giorno. Dopo dodici settimane i test di laboratorio hanno evidenziato che gli animali che avevano ingerito la caffeina mostravano una barriera emato-encefalica migliore rispetto ai conigli del gruppo di controllo.
Jonathan Geiger, responsabile dello studio, ha dichiarato: “la caffeina sembra bloccare molti degli effetti dirompenti che il colesterolo ha sul sistema nervoso centrale. In altre parole, la caffeina riduce le perdite che i grassi in eccesso possono provocare nella barriera emato-encefalica.” In buona sostanza, la caffeina funziona come se fosse un raccordo tra le proteine che si legano alle cellule che compongono la barriera detta, evitando in questo modo che le molecole indesiderate raggiungano il sistema nervoso centrale. Normalmente invece quando si parla di assunzione di caffè, si pensa solo agli effetti eventualmente dannosi della caffeina, quali insonnia o addirittura turbative nel funzionamento cardiocircolatorio.
Sebbene i vari processi di lavorazione diminuiscano notevolmente la presenza di antiossidanti naturali, in alcuni casi si arriva addirittura al 90 per cento, le quantità residue sono comunque di tutto rispetto. In 100 ml di caffè sono presenti circa 250 mg di acidi clorogenici.

Effetti dell’ozono
Vivere in una città con alti livelli di ozono, un’importante componente dello smog, aumenta la probabilità di morire a causa di malattie legate al polmone. È questo il risultato di un nuovo studio, che per primo valuta i rischi a lungo termine di mortalità da ozono e che potrebbe quindi incentivare normative più severe sulle emissioni di ozono, come quelle provenienti dalle centrali elettriche e dai veicoli. L’ozono provoca danni ai polmoni, accentua l’asma e altri problemi polmonari. A differenza della fuliggine, l’ozono di per sé non sembra contribuire a malattie cardiache. Risulta però chiaramente che più alto è il livello di ozono in una determinata città, maggiore è la probabilità che i suoi abitanti muoiano di malattie polmonari.

Miracoli della Chimica!
Le acque di risulta delle lavorazioni olearie (acque di vegetazione AV) che si generano dalla produzione dell’olio extra vergine di oliva costituiscono uno dei maggiori problemi ambientali dei Paesi a vocazione olivicola, in particolare di quelli del bacino del Mediterraneo.
In Italia si calcola la produzione di AV in circa 4 milioni di ton/anno, di cui solo 2 milioni nella sola Puglia. Enea ha sviluppato un nuovo processo, brevettato a livello internazionale, che permette di trattare le acque di vegetazione in modo da ricavare tutti i prodotti di interesse commerciale, eliminando nel contempo il loro carico inquinante. È possibile, quindi, recuperare molecole di interesse biomedico, ma anche produrre energia verde e trasformare l’acqua non potabile in risorsa idrica bevibile e curativa.
Miracoli della Chimica!

Le guerre dell’acqua
Il potenziale per guerre sull’acqua è purtroppo in continua crescita a causa delle richieste sempre più pressanti per questa preziosa risorsa e del fatto che numerosi accordi internazionali e commerciali regolano le disponibilità idriche di molti Paesi.
Ma l’acqua è stata anche oggetto di atti terroristici o militari come nel caso dei conflitti IRAN – IRAQ, SIRIA – ISRAELE, SIRIA – IRAQ, SUD AFRICA – LESOTHO. Paesi a clima molto arido ricevono quasi tutta l’acqua da Paesi vicini. Così le risorse di Turkmenistan, Egitto, Uzbekistan, Siria, perfino ISRAELE dipendono da paesi confinanti ed il loro atteggiamento è sempre più polemico in relazione alla gravità che sta assumendo il problema del riscaldamento globale. Ma l’acqua come insegna il trattato di pace Giordania – Israele del 1994 può anche essere sorgente di cooperazione, per cercarla e dividerne le disponibilità. Ricordo - dice il Presidente della SCI - un convegno a Ramallah dedicato all’acqua e voluto insieme da 7 Paesi in guerra fra loro proprio per l’acqua: un’esperienza fantastica e commovente!

Dall’America
Attualmente il Dipartimento Energia Americano sta finalizzando 6 progetti per la produzione di etanolo, a partire dalla cellulosa. I sei progetti riguardano tecnologie quali l’idrolisi enzimatica, l’idrolisi acida, la gassificazione. L’accordo quindi è quello fra il settore di produzione energetico e quello agricolo per la fornitura della materia prima. Quando si devono trascinare biomasse è più economico farlo con carichi di pannocchie piuttosto che di foglie e gambi. Le innovazioni nel processo produttivo comporteranno una riduzione dei costi di produzione.

Pillole
• Il contenuto popolare della scienza comincia ad apparire incompleto senza attenzione agli aspetti sociali, politici, economici ed etici della scienza stessa.

• Realizzare uno spin off non è operazione semplicissima. Costa tempo e fatica, ci sono problemi da superare, mediazioni da eseguire. Esce ora un libro che è una vera e propria guida per questo tipo di interventi. È dedicata agli accademici e suggerisce loro i comportamenti per creare aziende ad alto contenuto tecnologico.

• Particolare attenzione in recenti articoli di chimica degli alimenti è stata dedicata ai peptidi di derivazione alimentare considerati importanti antidoti contro i tumori, l’obesità ed altri disordini metabolici.

• Quando la foglia di una pianta è attaccata da certi batteri patogeni la difesa viene innescata da un messaggio affidato all’acido dicarbossilico azelaico prodotto dalla pianta immediatamente dopo l’attacco. Questa scoperta ha due importante riflessi applicativi: protezione di piante esposte ad attacchi batterici, comprensione dei meccanismi di immunità vegetale.

• Una nuova linea sintetica riguarda i catalizzatori molto economici a base di ferro per le fuel cell, praticamente attivi quanto i più costosi a base di platino oggi utilizzati per catalizzare le reazioni elettrodiche nelle fuel cell a polimero-elettrolita-membrana (PEM).

• Un’interessante conclusione di uno studio epidemiologico indica nel tumore il primo responsabile di morte fra i 45 ed i 64 anni e nelle malattie cardiovascolari invece la prima causa di morte fra i 65 e gli 85 anni. Lo stesso studio rileva come il consumo di alcool sia determinante per l’insorgere del tumore, non per le malattie cardiovascolari. La conclusione è che bisogna aspettare di essere vecchi per godersi un buon bicchiere di vino.

• Le crescenti quantità di CO2 nell’atmosfera terrestre potrebbero rappresentare una risorsa per l’industria chimica, il principale problema per questo reagente è rappresentato dalla sua scarsa reattività (entalpia di formazione più bassa di quella dei composti organici). Il problema potrebbe essere superato dall’impiego della luce solare analogamente a quanto avviene nella fotosintesi clorofilliana o di idonei catalizzatori. Alcune produzioni industriali già sfruttano questi due principi per preparare prodotti macromolecolari di differente natura.

Lettere
1) In relazione al Documento sulla Ricerca Scientifica approvato dal Consiglio Centrale della Società Chimica Italiana nella sua riunione del 26 marzo scorso, abbiamo ricevuto due lettere messaggio da parte del Presidente di Farmindustria e del Direttore Generale di Federchimica che allego. - Luigi Campanella -

Gentile Presidente,
Desidero sinceramente ringraziarla per aver inviato a Farmindustria il documento sui problemi e sulle prospettive della ricerca chimica in Italia, approvato dal Consiglio Centrale della Società Chimica Italiana nel corso della riunione del 26 marzo scorso.
La ricerca chimica rappresenta una risorsa fondamentale e un passaggio necessario per lo sviluppo di terapie innovative che portano a un continuo progresso terapeutico a favore della salute dei pazienti.
Per tali motivi e per garantire una internazionalizzazione adeguata della ricerca e una competitività globale del Paese, ritengo necessario prevedere non solo maggiori finanziamenti da parte dello Stato, assicurandone tempi di erogazione che consentano programmi e progetti a medio e lungo periodo, ma anche agevolazioni fiscali come il credito d’imposta che favoriscano una sempre crescente partenership pubblico-privato.
Al fine di migliorare la “produttività” degli stanziamenti assegnati, sarebbe importante giungere a una maggiore responsabilizzazione dei proponenti attraverso una valutazione, affidata ad esperti nazionali e internazionali, che tenga conto sia della compartecipazione al finanziamento complessivo del progetto sia delle capacità di creare valore e che successivamente preveda un’erogazione dei fondi vincolata a verifiche stringenti dell’attuazione del progetto stesso.
Infine, condivido pienamente e reputo prioritaria la volontà concreta di investire sulla formazione dei giovani ricercatori che rappresentano la base per un futuro sempre più competitivo della Ricerca.
Con i più cordiali saluti
Sergio Dompé

Caro Professor Campanella,
grazie per l'interessante documento che ha inviato al Presidente e che diffonderemo al nostro Comitato Ricerca, Sviluppo e Innovazione. Abbiamo con la SCI un bel rapporto di cooperazione e l'organizzazione dell' “Anno Mondiale della Chimica” per il 2011 sarà un'altra occasione per cercare di contribuire allo sviluppo scientifico e tecnologico del Paese.
So che state formando vari Gruppi di Lavoro con i nostri Sigg.ri Maglia, Minoli Rota e Treichler e avremo senz'altro modo di interagire fra Comunità Scientifica Chimica e mondo delle Imprese.
Nel frattempo Le invio i migliori auguri per le prossime festività pasquali e Le porgo i migliori saluti.
Claudio Benedetti

2) A proposito del convegno EXPERIMENTA sull'insegnamento nella scuola delle materie scientifiche il Presidente SCI ha ricevuto una lettera di invito/richiesta di partecipazione che ha comunicato in SCI LIST. Si riporta tutto il testo qui di seguito.

Spesso lamentiamo una certa disattenzione per la Chimica al livello delle politiche scolastiche. E' giusto segnalare e prendere atto con comune soddisfazione di segnali di tono completamente opposto come quello che segue.

Gentile Professore Campanella,
un mero errore materiale ha fatto sì che nell' articolazione del programma il Suo nome non è stato inserito. Ringrazio i Suoi collaboratori per averlo fatto notare e Le inviamo l'invito e il nuovo programma aggiornato.
Le chiedo scusa e certo dell'autorevole contributo che Lei vorrà apportare ai lavori del seminario La saluto cordialmente
Luigi Berlinguer

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Nota: le notizie flash che vengono riportate sono estratte dalla stampa scientifica accreditata soprattutto di provenienza estera e sono scelte a cura del Presidente.


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