Newsletter n. 19
Una recente ricerca in campo farmaceutico potrebbe tornare utile rispetto a due esigenze analitiche:
- metodi di valutazione di tossicità per l’applicazione del regolamento REACH
- metodi chimici come alternativa alla sperimentazione animale.
La scoperta nata dall’esigenza di testare i farmaci prima di applicarli direttamente all’uomo si basa sulla perfetta corrispondenza nelle risposte da parte dell’organismo umano e da parte del pesce zebra. Attualmente i test prevedono un’articolazione secondo una successione che tiene conto del cuore, del sistema nervoso centrale, del sistema respiratorio, di quello gastrointestinale, il che rappresenta complessivamente un ritardo, un ostacolo, spesso un vero e proprio collo di bottiglia.
Medicina dei prodotti naturali
Il ritorno alla medicina dei prodotti naturali è particolarmente vivo nei paesi sud americani, ma la loro espansione verso le nostre latitudini comporta la soluzione di tre problemi:
- valutazione e verifica delle proprietà terapeutiche
- dosi necessarie, tenuto conto che spesso tali alimenti dai locali vengono assunti con continuità nella dieta giornaliera, al contrario di quanto avverrebbe per i consumatori stranieri
- sicurezza: non è vero che naturale voglia dire non tossico.
IUPAC ha pubblicato il testo sulle terminologie ed i simboli della Termochimica delle reazioni. Il testo si articola in due parti dedicate rispettivamente al significato dei differenti parametri ed ad una breve rassegna dei metodi per studiare la stabilità termodinamica delle molecole.
Il testo è reperibile sul sito: www.iupac.org/reports/provisional e le osservazioni possono essere formulate a Manuel Ribeiro De Silva, risilva@fc.up.pt, tel.: +351 22 608 2821.
FACE è un nuovo acronimo per descrivere esperimenti di arricchimento in CO2 dell’aria pompando tale gas nell’aria per accrescerne la concentrazione locale e studiarne l’effetto su foreste, campi coltivati, praterie. Attualmente gli esperimenti più significativi si stanno svolgendo nella Carolina del Nord, testando concentrazioni di CO2 dell’ordine di 550 parti per milione, circa 1,5 volte il valore attuale.
Notizie dall’Europa
- E’ nata EERA Agenzia Europea per le Energie Rinnovabili con lo scopo di accelerare lo sviluppo delle nuove tecnologie per l’energia. E’ costituita da dieci Istituti leader nel settore e dispone di un bilancio di 1300 milioni di euro.
- E’ in via di nascere anche IRENA, Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili, a cui aderiscono 51 Paesi di differenti continenti.
- La Commissione Ambiente dell’Unione Europea ha votato per una nuova legislazione che regoli la produzione, la licenza e l’uso dei pesticidi con lo scopo di incoraggiare l’uso di sostanze quanto meno tossiche possibili, eccetto il caso di grave rischio di morte delle piante da parte di parassiti.
- L’EFSA (European Food Safety Authority) ha lanciato un programma di sicurezza alimentare rispetto al rischio di nanomateriali ingegnerizzati (ENM) che potrebbero essere deliberatamente introdotti nel cibo. La stessa EFSA ha anche siglato un accordo con il Centro di Ricerca dell’Unione Europea per la cooperazione in aree come OGM, BSE, cambiamenti climatici sempre riferiti agli effetti sulla sicurezza alimentare.
- La prima iniziativa congiunta sulle tecnologie per l’idrogeno e le fuel cell è stata lanciata da rappresentanti d’industria, istituzioni europee e comunità scientifica in occasione della prima assemblea degli Imprenditori. Il finanziamento da parte della Commissione sarà di 470 milioni di euro, da parte dell’industria più o meno lo stesso e sarà spalmato in 6 anni nel 7° programma quadro.
- Un interessante call nell’ambito del 7° programma quadro è dedicata al potenziamento delle cooperazioni già esistenti in Europa fra grandi istituzioni come Università ed Enti di Ricerca.
Da Nature
1) In merito alle recenti elezioni americane il giornale scientifico Nature ha dichiarato che se avesse potuto votare come comunità complessiva avrebbe scelto Obama in relazione soprattutto al maggior numero e maggiore qualità di consiglieri sintomo di volontà non di decisionismo astratto, ma di sentire quante più opinioni possibili prima di scegliere, in rispetto anche di un metodo strettamente e rigorosamente scientifico che tiene conto di tutti i segnali che vengono rilevati prima di tirare le conclusioni da un esperimento.
C’è poi l’aspetto più vicino a noi del rapporto con le situazioni di cambiamento climatico: le difficoltà economiche - viene osservato - non sono buone consigliere rispetto ad iniziative di controllo ambientale, ma le recenti elezioni americane sono motivo di speranza per una riconsiderazione di questo aspetto da parte dei maggiori produttori mondiali.
2) Un interessante statistica pubblicata su Nature mette in relazione l’età alla produttività scientifica giungendo alla conclusione che i ricercatori più anziani oltre i 60 anni sono i più produttivi e i più citati. Se questo è ovvio per le citazioni, in relazione al maggior numero di lavori prodotti col crescere dell’età, lo è meno per la produttività che in media dopo i 60 si assesta su 3 lavori/anno. Abbastanza comprensibile pure la dinamica di questi indici che segna un minimo fra i 40 ed i 50 anni, quelli probabilmente del massimo impegno didattico. Anche la conclusione sull’impact factor medio e totale è comprensibile: cresce con l’età. Anche un critico di questa statistica (l’originalità è diversa dall’impact factor) conclude affermando che il pensionamento obbligatorio è forse un errore e meriterebbe una riconsiderazione attraverso meccanismi che non chiudano lo sbocco ai più giovani, ma che siano capaci di sfruttare la produttività dei più vecchi.
3) Le votazioni elettroniche sono oggetto di un interessante articolo comparso su Nature dal quale emerge tutto il contrario di quanto a volte si pensa e si dice: sono i voti cartacei ad essere più soggetti a brogli ed incertezze. I software sono in grado di svelare operazioni di falsificazione e contraffazione. A corollario di queste conclusioni si chiede che i software utilizzati siano di pubblico dominio e, quasi a lavarsi la coscienza, l’autore riporta i risultati di due indagini una di tipo psicologico: il voto su carta dà più soddisfazione ed una di tipo tecnico: alcuni errori introdotti appositamente nel voto elettronico sono stati rilevati soltanto da un terzo dei votanti.
4) Nature torna a parlare di Ricerca ed Università in Italia. Lo fa attraverso interventi dall’Italia sostanzialmente tendenti a dimostrare che il problema precariato è assai più ampio di quanto i numeri ufficiali facciano intendere e che l’ipotesi di distinguere Università che fanno solo didattica da quelle che fanno anche ricerca sarebbe una scelta sbagliata. Si torna anche a parlare nello stesso fascicolo di concorsi giungendo alla conclusione che così come sono organizzati finiscono per deresponsabilizzare proprio coloro che dovrebbero essere responsabilizzati e cioè i rappresentanti degli Atenei che bandiscono i concorsi. Si giunge così alla proposta della completa autonomia di sede nella scelta del proprio staff salvo poi, per errori voluti o no di valutazione, da un lato registrare una caduta della “utenza” studentesca e dall’altro veder cadere il proprio prestigio nazionale ed internazionale e con esso l’entità dei finanziamenti.
5) Una interessante analisi di Nature sulla situazione mondiale dell’Università e della Ricerca giunge all’interessante conclusione che negli Stati Uniti dove prevalgono le Università private le cose non vanno meglio dell’Europa dove invece prevalgono quelle pubbliche. La attuale recessione infatti ha provocato dei tagli da parte del capitale privato che se confrontati con l’Europa evidenziano per il nostro continente una situazione nettamente migliore sia perché nei Paesi meno attenti alla ricerca, come purtroppo l’Italia, in ogni caso il valore della percentuale del PIL dedicata alla ricerca non scende, sia perché in altri Paesi come Germania, Svizzera, Svezia, Olanda i fondi per la ricerca sono stati incrementati, sia infine perché anche in Paesi in una fase interlocutoria come Ungheria, Islanda, Russia si sta cercando attraverso leggi ad hoc di salvare i bilanci.
Avvisi
• II giorno 18 Marzo 2009 presso l'aula 5 della Facoltà di Chimica Industriale - Viale Risorgimento 4 Bologna - si terrà, in collaborazione con il Gruppo di Catalisi della SCI, il Workshop
"Cento anni della Società Chimica Italiana e della prima sintesi dell'ammoniaca, la scoperta che ha salvato l'umanità dalla fame ed ha creato la grande industria chimica”
Parleranno:
15.00 Saluti dal Magnifico Rettore
15.10 - 15.40 Prof. Ferruccio Trifirò (Preside Facoltà di Chimica Industriale)
Tre premi Nobel coinvolti nella sintesi catalitica di ammoniaca Ostwald, Haber e Bosch
15.40 - 16.10 Ing. Umberto Zardi (Managing Director Casale Group)
Il processo Ammonia - Casale
16.10 - 16.40 Ing. Placido Scaglione (ex collaboratore di Giacomo Fauser)
Il processo Fauser - Montecatini per la sintesi di ammoniaca
16.40- 17.10 Dr. Carlo Perego (Direttore del Donegani di Novara)
Fauser, la nascita del Donegani e della petrolchimica italiana
Il convegno é realizzato in collaborazione con la Società Chimica Italiana e l'Accademia delle Scienze di Bologna.
• Cari Colleghi,
l’assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2011 anno della Chimica. L’Etiopia che è il Paese che ospita la Federazione delle Società Chimiche Africane ha presentato la proposta basandosi sulla volontà di fare risaltare i miglioramenti alla qualità della vita ottenuti attraverso la Chimica. Jung Jin, Presidente IUPAC e Professore di Chimica a Seoul in Corea, ha focalizzato l’attenzione sull’importante ruolo che la Chimica svolge rispetto alla nostra vita ed al nostro futuro.
IUPAC ha rilevato come una Chimica apprezzata dalla società significhi anche una Chimica che crea interesse nei giovani. La prova di ciò è il fatto che la proposta dell’Etiopia è stata sostenuta da ben 35 Paesi e votata da molti altri.
Il nuovo presidente dell’American Chemical Society ha illustrato una serie di possibili iniziative che la sua Società organizzerà con la finalità suddetta.
Luigi Campanella
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Nota: le notizie che vengono riportate sono estratte dalla stampa scientifica accreditata soprattutto di provenienza estera.