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APPELLO AIF ANISN DD-SCI IN DIFESA DELL'EDUCAZIONE SCIENTIFICA

AIF, ANISN e DD-SCI hanno concordato il seguente appello in difesa dell’educazione scientifica:

Il riordino della scuola secondaria superiore in via di approvazione mette in pericolo, a causa di drastici tagli, il futuro dell’educazione scientifica nel nostro Paese e dello sviluppo ad essa collegato.

I sottoscritti, come rappresentanti di docenti, genitori e cittadini interessati all’efficacia della scuola e al futuro degli studenti, chiedono al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di garantire che il riordino della scuola italiana riconosca all’educazione scientifica un ruolo di primo piano e lo spazio adeguato.

 

1. A tutti i giovani deve essere garantita la formazione scientifica di base perché possano:

* sviluppare le conoscenze, le abilità e le competenze necessarie per interpretare i fenomeni naturali

* fruire in modo corretto e consapevole delle moderne conquiste della scienza e della tecnologia.

2. È necessario che il curricolo per far “fare scienze” sia impostato secondo un approccio investigativo- sperimentale, fin dai primi anni di scuola. Ricerca internazionale, Unione Europea e OCSE convergono su questa indicazione (1).

Questo approccio richiede il tempo per svolgere le attività caratteristiche del procedere scientifico nell’acquisizione della conoscenza, cruciali per lo sviluppo di competenze di alto livello. Sono queste che fanno della cultura scientifica un valore irrinunciabile per la formazione del cittadino.

3. Le esigenze sopra descritte contrastano con la notevole diminuzione delle ore di scienze sperimentali che si riscontra in quasi tutti gli indirizzi previsti dai nuovi ordinamenti. Nei bienni degli istituti tecnici e professionali, si diminuiscono le ore delle scienze sperimentali e si dimezza il tempo per il laboratorio riducendolo con ciò a un ruolo marginale. Nei bienni dei licei classico e artistico, addirittura, mancano del tutto gli insegnamenti scientifico-sperimentali.

Ridurre le risorse è controproducente. Bisogna, invece, valorizzare quanto già fatto per migliorare l’insegnamento scientifico (Piano ISS – Insegnare Scienze Sperimentali, Progetto Lauree Scientifiche, ricerche nelle SSIS per la formazione iniziale degli insegnanti) tenendo conto delle le migliori esperienze didattiche maturate nella scuola. Mantenere alta la motivazione dei docenti a riqualificare la propria professionalità è determinante per migliorare l’insegnamento e l’apprendimento delle scienze sperimentali nel nostro Paese.

Occorre, pertanto, distribuire con maggiore equilibrio gli insegnamenti all’interno del tempo scuola complessivo, dando alle scienze sperimentali spazi e tempi di lavoro adeguati in tutti gli indirizzi.

Vi invitiamo pertanto ad aderire alla racolta firme presente sul sito ANISN

Aldo Borsese

(1) European Commission, 2007. Science Education NOW: A renewed Pedagogy for the Future of Europe. Office for Official Publications of the European Communities, Luxembourg, 29 pp.Eurydice, 2006. L’insegnamento delle scienze nelle scuole in Europa, politiche e ricerca. Eurydice, la rete di informazione sull’istruzione in Europa, Bruxelles, 93 pp.

OECD, 2006. PISA 2006, Science Competencies for Tomorrow’s World,Volume 1: Analysis.

OECD Publications, Paris, 390 pp.

OECD, 2008. Encouraging Student Interest in Science and Technology Studies.

OECD Publications, Paris, 132 pp.

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